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Ticino
"I conti dello Stato sono peggiorati, non migliorati"
"I conti dello Stato sono peggiorati, non migliorati"
"I conti dello Stato sono peggiorati, non migliorati"
Redazione
9 anni fa
Sergio Morisoli controcorrente. "Il risultato vero sarebbe stato di 104 milioni di deficit, altro che 47 milioni"

Giovedì scorso il Consiglio di Stato ha annunciato che i conti 2016 del Canton Ticino sono migliorati di 40,5 milioni di franchi rispetto alla previsioni, grazie "all'incremento dei ricavi fiscali" ma anche "ai primi effetti della manovra di risanamento finanziario" (vedi articolo suggerito).

Una notizia accolta positivamente da praticamente tutte le forze politiche, ma non dal deputato de La Destra Sergio Morisoli, che in un'opinione pubblicata oggi sul Giornale del Popolo va controcorrente, parlando non di miglioramento bensì di "peggioramento" dei conti del Cantone.

"Settimana scorsa per un paio di giorni si è dovuto assistere all'ennesimo carosello di manifestazioni di successo dei partiti perché i conti dello Stato si sono chiusi con un deficit di 47 milioni invece che 87" scrive Morisoli. "Tutto bene? Certamente no."

"Intanto le uscite correnti che dovevano essere secondo il preventivo di 3'075,9 milioni di franchi sono state di 3'092,8 milioni, cioè 16,9 milioni superiori (...). Quindi altro che miglioramento, un peggioramento di 16,9 milioni" sostiene Morisoli. "Se si comincia poi a considerare che se non ci fossero state entrate fiscali, provenienti non dal cielo ma dai cittadini contribuenti in carne ed ossa, entrate fiscali superiori a quanto preventivato di 58,5 milioni di franchi, il risultato vero sarebbe stato di 104 milioni di deficit, altro che 47 milioni."

"Ma tant'è, meglio illudersi che la spesa sia sotto controllo per continuare a spendere e spandere indisturbati" commenta il deputato de La Destra. "Se poi pensiamo che qualcuno con responsabilità ha voluto imbesuirci dicendo che il risultato è grazie alle misure prese nel pacchetto di risparmio, quando questo pacchetto è previsto sul 2017 e non sul 2016, è tutto dire sulla navigazione finanziaria a vista."

Morisoli scrive poi che il Governo aveva promesso che il costo del personale dello Stato sarebbe stato ridotto, "e invece scopriamo che nemmeno 12 mesi dopo quella promessa il costo è passato da 996,7 milioni a preventivo a 1'001,7 a consuntivo, più 5 milioni."

"O che i costi di funzionamento dell'apparato, la famosa voce beni e servizi, che era preventivata a 282 milioni si è chiusa a 301 milioni" aggiunge Morisoli, che parla quindi di "lifting dei conti".

Secondo il deputato è quindi tempo di interrompere "la catena dello spendi e tassa". Proprio in questo senso sta raccogliendo le firme per introdurre il referendum finanziario obbligatorio. "Non perché come qualcuno dice in giro per screditarci, non abbiamo fiducia nei politici che vogliono equilibrare i conti" spiega Morisoli. "No, all'opposto, abbiamo piena fiducia in loro perché sappiamo benissimo che sanno aumentarci le tasse da un momento all'altro per raggiungere lo scopo; abbiamo però più fiducia nei cittadini che pagano messi nella condizioni e di controllare chi spende i loro soldi."

"In definitiva" conclude Morisoli, "le finanze si risanano e la libertà la si mantiene con due cose: dare meno soldi allo Stato e fare in modo che quelli che riceve faccia fatica a spenderli."

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