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Ticino
“I contagi avvengono al lavoro”
Foto Shutterstock
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Filippo Suessli
6 anni fa
Il Partico Comunista chiede al governo di controllare maggiormente il rispetto delle misure nelle aziende, di decongestionare i mezzi pubblici e precettare la sanità privata

Non ci si contagia soprattutto in famiglia, “la diffusione del virus avviene nel tempo di lavoro, dove i lavoratori e le lavoratrici passano più di 8,5 ore prima di rientrare a casa e trasmettere il virus ai propri familiari”. Ad affermarlo è il Partito Comunista in un comunicato stampa diffuso stamattina. “Persino il sindacato cristiano-sociale OCST ha segnalato minacce di licenziamento in caso di quarantena e il sindacato UNIA chiede la riduzione netta delle attività produttive, preso atto anche che la SUVA non riesce a vigilare gli oltre 200’000 posti di lavoro in Ticino a causa della mancanza di ispettori che possano controllare se i piani sanitari sono applicati nel modo adeguato dal padronato”, aggiunge la nota.

Il Partito Comunista punta però il dito anche contro la sanità: “La sicurezza sanitaria è completamente lasciata ai privati, o al buon cuore dei tycoon che devolvono un milione alla clinica privata Moncucco in totale affanno. Si cercano infermieri avventizi pagati a ore per completare l’organico del personale sanitario degli ospedali pubblici ma non si sono apportate, dalla prima ondata ad oggi, le misure strutturali necessarie per evitare il collasso del sistema ospedaliero”

Per questo chiede “al Consiglio di Stato di riprendere in mano la situazione” con alcune misure, eccole:

1. inasprire i controlli sulle aziende con sanzioni a chi mette a rischio la salute delle lavoratrici e dei lavoratori;

2. decongestionare il trasporto pubblico come richiesto dal sindacato degli studenti, aumentando le corse e, se necessario, requisendo i torpedoni attualmente inutilizzati delle aziende di trasporto private;

3. porre il personale infermieristico e le risorse materiali delle cliniche private sotto controllo dell’ente pubblico fino al termine dell’emergenza sanitaria, così come avvenuto nel Canton Neuchâtel, ma anche in Spagna, ecc.

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