
Il Partito Comunista, attraverso una nota stampa diffusa dal segretario Massimiliano Arif Ay, rende noto il suo disappunto per la politica "risparmista" adottata dal governo federale e dalla maggioranza "borghese del parlamento".
"Nonostante il consuntivo 2015 chiuda con un’eccedenza di 900 milioni di franchi - scrive nel comunicato stampa - il governo federale e la maggioranza borghese del parlamento continuano una politica risparmista sulle spalle del personale, colpendo soprattutto i lavoratori più giovani con tagli salariali e freni al pensionamento anticipato."
Per i comunisti, "il risparmismo in seno all'amministrazione pubblica non potrà che avere conseguenze in termini di qualità dei servizi offerti alla cittadinanza e di radicamento sul territorio dello Stato, danneggiando uno dei fiori all'occhiello del nostro paese e finendo col produrre soltanto costi aggiuntivi. Un paradosso da evitare."
Il Partito Comunista era presente oggi a Berna al fianco del personale della Confederazione e dei rispettivi sindacati, che hanno protestato contro i tagli salariali e occupazionali, "anche perché peggiorare le condizioni di lavoro nel settore pubblico - concludono - spalanca le porte a peggioramenti drastici anche nell’economia privata."
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