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Ticino
I comuni ticinesi (ab)battono l'arsenico
I comuni ticinesi (ab)battono l'arsenico
I comuni ticinesi (ab)battono l'arsenico
Redazione
8 anni fa
Marco Jermini: "Il problema è noto da 20 anni. Per alcuni comuni queste riflessioni sono già state fatte negli anni '90"

L’arsenico è una delle dieci sostanze più problematiche per la salute pubblica e la sua assunzione a lungo termine provoca tra le altre cose tumori, diabete, malattie polmonari e cardiovascolari. Un elemento molto presente nel suolo ticinese e di conseguenza nelle acque. La Svizzera nel 2014, seguendo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha abbassato il limite di arsenico nell’acqua potabile a 10 microgrammi per litro. Accordando cinque anni di tempo per adeguarsi, un termine scaduto il 31 dicembre scorso.

Una scadenza importante anche per molti comuni ticinesi, cinque anni fa erano infatti 24 quelli che non riuscivano a rispettare il nuovo limite. Siamo andati al Laboratorio cantonale, dove proprio oggi stavano testando l’acqua di alcuni comuni per valutare la presenza di arsenico e altri inquinanti.

"Ce l'hanno fatta tutti, siamo orgogliosi del sistema perché è stato un grande lavoro di squadra", ha spiegato il direttore del Laboratorio cantonale Marco Jermini ai microfoni di TeleTicino.

Diverse le strategie adottate per mettersi a norma, ognuna con le sue conseguenze e i suoi costi.

"La soluzione più semplice è quella di rinunciare alle sorgenti problematiche. La soluzione intermedia è quella di mescolare l'acqua di una sorgente problematica con acqua conforme, l'altra è quella di cercare nuovi fonti di approvvigionamento e l'ultima è quella di trattare l'acqua e quindi rimuovere sufficiente arsenico per renderla conforme", precisa il direttore del Laboratorio cantonale.

Per farvi un’idea pensate a Capriasca che negli ultimi anni ha speso 3 milioni per installare i suoi filtri e dovrà spendere ancora per smaltire e rinnovare il materiale filtrante.

E forse proprio a causa dei costi a pochi chilometri da noi la situazione è diametralmente opposta, con quattro villaggi vallesani che non sono riusciti a rispettare i tempi. Oggi la loro acqua non è più potabile, e i comuni in questione distribuiscono bottiglie d’acqua minerale a chi ne fa richiesta.

"Non conosco la situazione vallesana. In Ticino, il problema è noto da 20 anni. Per alcuni comuni queste riflessioni sono già state fatte negli anni '90 quando il limite era 50. Per altri 24 comuni, il problema si è posto 4 anni fa e il ticinese è abbastanza disciplinato sapendo che con la salute non si scherza. Si vede che ci siamo impegnati di più rispetto ai vallesani.", conclude Jermini.

Maggiori dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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