
L'Associazione dei Comuni ticinesi ha inviato venerdì una lettera al Governo per chiedere chiarimenti su eventuali compensazioni per i Comuni nell'ambito della Riforma III dell’imposizione delle imprese. "Abbiamo preso atto dalla presentazione della “Strategia e misure concrete” da voi previste per il nostro Cantone che, per quanto riguarda i Comuni, conferma quanto annunciato in Piattaforma nel mese di novembre, ossia la possibilità di moltiplicatori d’imposta diversi per persone fisiche e giuridiche, ed anticipate una delle possibili modifiche della perequazione intercomunale, ossia la riduzione del numero di anni per il computo del gettito medio di riferimento".
"Prendiamo quindi purtroppo atto che la reiterata richiesta fatta in Piattaforma circa la partecipazione dei Comuni, nella forma da stabilire e concordare, all’aumento del riversamento della quota di IF da parte della Confederazione ai Cantoni è rimasta insoddisfatta".
"Fatto salvo che per quanto riguarda la perequazione si attendono le risultanze dei lavori nell’ambito di TICINO 2020, con la proposta di prevedere un moltiplicatore differenziato per le persone giuridiche rispetto alle persone fisiche, il Consiglio di Stato riconosce da un lato l’evidenza di importanti ripercussioni sul gettito d’imposta e conseguentemente grossi problemi finanziari per i Comuni (si valutano in 25-35 mio le minori entrate per il Cantone e, di riflesso, anche analogo importo per i Comuni). Di fatto poi però evita di affrontare il problema scaricando la responsabilità di risolverlo sui Comuni stessi con, oltretutto, l’importante rischio di accrescere ulteriormente il divario tra Comuni forti finanziariamente e quelli che lo sono meno".
Per questi motivi l'ACT si ritiene "insoddisfatta da quanto proposto" e ritene "assolutamente indispensabile una chiara indicazione da parte del Consiglio di Stato circa concrete compensazioni per i Comuni".
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