
Confederazione e Cantone invitano tutti a risparmiare energia, nel pubblico come nel privato. Ieri il Municipio di Bellinzona ha annunciato le misure di risparmio energetico che la Città ha adottato. Fra queste c'è pure l'invito ai negozianti cittadini a tenere spente le luci delle vetrine dalle 22. Nelle scorse settimane, l'Esecutivo aveva preso contatto con la Società dei commercianti della Capitale. "Avevamo chiesto loro di verificare fra i loro soci quale posizione avessero su questo tema", dichiara ai nostri microfoni il sindaco di Bellinzona, Mario Branda. "Dal sondaggio organizzato dalla Società e condotto fra i commercianti è emersa apertura nei confronti di misure di contenimento del consumo energetico".
Oltre allo spegnimento delle vetrine alle 22, "cercheremo di limitare all'essenziale l'illuminazione natalizia delle nostre vetrine", aggiunge Claudia Pagliari, presidente della Società. L'efficacia della misura concordata con il Municipio suscita comunque qualche perplessità. "Oggi usiamo già tutti illuminazioni a basso consumo energetico", spiega Pagliari. "Non so quindi quanto lo spegnimento delle vetrine possa aiutare. Il segnale però c'è".
Ostacoli
Più che altro, dunque, si tratta di un gesto dal valore simbolico. Pagliari ci spiega che fra i commercianti c’è consapevolezza del problema, ma oggi, fra pandemia, inflazione e penuria energetica, serpeggia un po’ di stanchezza fra i lavoratori del settore. La speranza è quella di tornare a una “pseudo-normalità”. In una situazione già non facile, irritano quindi alcune decisioni viste come ostacoli all'attività dei commercianti, soprattutto quando queste giungono dal settore pubblico. "Siamo a conoscenza di un caso dove il proprietario dell'immobile - un ente pubblico non legato alla Città - intende aumentare l'affitto al negoziante del 7%", denuncia Pagliari. "È assolutamente fuori luogo: i commercianti affittuari vedono le loro spese lievitare, così come i prezzi della merce. I margini si riducono. È proprio il momento sbagliato per aumentare gli affitti".
Contatti fra Città
I negozianti della Capitale non sono gli unici a occuparsi della questione energetica. I contatti fra le diverse società commercianti delle città ticinesi non mancano. "Il tema è sentito nella nostra categoria", conferma Rupen Nacaroglu, presidente della Società commercianti di Lugano. "Nelle prossime settimane ci sarà un incontro fra i presidenti delle società dei commercianti dove discuteremo di altre possibili misure da assumere". A Lugano nulla è ancora stato deciso, ma Nacaroglu ci spiega che un lavoro di sensibilizzazione è già in corso. "Abbiamo distribuito ai commerci delle informative su come risparmiare energia. Il singolo commerciante deve fare il massimo su questo fronte, ma è chiaro che deve tutelare la propria attività".

