
È una presa di posizione durissima quella del presidente del PLR Rocco Cattaneo. Dalle colonne di Opinione liberale, Cattaneo usa l'artiglieria pesante contro via Monte Boglia e i Bignasca: "Se nel nostro partito fosse successo solo la metà di quello che sta succedendo nella Lega, il Mattino ci avrebbe dedicato la prima pagina per più domeniche di fila, magari col fotomontaggio di marionette che si bastonano di santa ragione. Questa volta, invece, a spaccarsi è la Lega, che mai come oggi ha vissuto una frattura così profonda tra l’ala “governativa” o istituzionale e quella cosiddetta barricadera".
Cattaneo rievoca la recente spaccatura intern asulla tassa sul sacco, voluta dal ministro Claudio Zali, sostenuta dai municipali di Lugano e osteggiata dal gruppo in consiglio comunale. Ed è proprio su questa spaccatura che Cattaneo calca la mano: la "politica" rigorosa del municipale leghista Michele Foletti (che "porta avanti con coerenza" l'amministrazione finanziaria della città) infatti stride "con gli slogan domenicali tipo “Giù il moltiplicatore a Lugano!”, “13esima AVS per i nos vecc”, e altre amenità politiche del genere".
"Forse oggi molti ticinesi hanno capito che i veri soldatini erano quelli manovrati dal Mattino e da via Monte Boglia e non i politici accusati di essere al soldo delle associazioni economiche! Nessuno, nella Lega, poteva fiatare contro quel balzello, che inizialmente si è cercato di vendere come misura dissuasiva e punitiva contro i frontalieri che posteggiano gratis! Poi però, quando ci si è resi conto che quella tassa la pagheranno anche decine di migliaia di ticinesi, qualcuno in via Monte Boglia ha forse iniziato a farsi qualche domandina", ha rincarato Cattaneo.
"Nel frattempo, Zali ha sfoderato le misure antismog, che a molti leghisti hanno fatto rizzare i capelli, e da via Monte Boglia sono arrivati i primi “Achtung!”. Archiviate le misure antismog risultate indigeste alle truppe e ai colonnelli leghisti, il consigliere di Stato ha affrontato con piglio deciso un altro grande tema ambientale lasciato nel cassetto da Marco Borradori: il “fetido balzello”, la mostruosa “tassa sul rüt”! Così, pian piano, il consenso granitico che si era formato attorno a Claudio Zali ha cominciato a incrinarsi".
Cattaneo parla di "sceneggiate" che "hanno portato alla luce profonde spaccature nella Lega. Spaccature che "il Politburo di via Monte Boglia negherà fino alla morte".
"Se la Lega ha fin qui sempre giocato furbescamente su due tavoli, tenendo i piedi non in due ma in dieci scarpe, questa volta il giochetto rischia di non riuscire e gli strascichi della frattura potrebbero rivelarsi più gravi di quel che si pensa. “Il fetido balzello” è un tema sul quale Giuliano Bignasca non ha mai voluto transigere: lui e molti leghisti hanno sempre sostenuto che chi inquina non deve pagare, anzi, quasi quasi va premiato".
"Il referendum, lanciato dalla sezione della Lega di Lugano per non sconfessare troppo il ministro Zali, era quindi obbligatorio, e quando il sindaco Marco Borradori ha cercato di buttar lì una proposta di compromesso dal Comandante in capo Attilio Bignasca è arrivato un nuovo “Achtung”: il referendum non si ritira!
Cattaneo, infine, conclude con un'ultima clamorosa bordata: "Mormorano gli uccellini di piazza Riforma che Marco Borradori e Michele Foletti non ne possano più di farsi prendere in giro da via Monte Boglia e dalla famiglia Bignasca, e che mal sopportano la presenza in Municipio del collega plurionorevole Lorenzo Quadri, che ogni domenica sfoga le sue frustrazioni sul Mattino contro tutto e contro tutti".
"Mormorano i medesimi uccellini che nella Lega c’è sempre più gente (anche tra i cosiddetti Colonnelli, come il capogruppo in Gran Consiglio Daniele Caverzasio) che ormai non regge più questi metodi da partito marxista leninista ortodosso. Che slegamento…".
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