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Ticino
I cinque stelle accusano la Svizzera: “ci schiaccia”
I cinque stelle accusano la Svizzera: “ci schiaccia”
I cinque stelle accusano la Svizzera: “ci schiaccia”
Redazione
8 anni fa
Nella vicina Penisola non si placa il tono delle polemiche attorno al nuovo accordo fiscale con la doppia imposizione per i frontalieri.

Nella vicina Penisola non si placa il tono delle polemiche attorno al nuovo accordo fiscale con la doppia imposizione per i frontalieri.

Il deputato del Movimento Cinque Stelle Giovanni Currò, come riportano oggi alcuni media italiani, afferma che "appena insediati in Parlamento avevamo chiesto delucidazioni. Noi vogliamo stralciare l’accordo di Vieri Ceriani”, prosegue Currò "conservando quello del 1974, almeno fino al 2021”.

Il parlamentare dell’M5s aggiunge poi che "un’economia che era fiorita sulla fascia di confine, ora rischia e inoltre dobbiamo cercare di contare di più con la Svizzera. La Svizzera ci ha schiacciati e minacciati sui ristorni. Dobbiamo avere noi la leva contrattuale”. Evidentemente, il riferimento è al Canton Ticino, che secondo Currò, "periodicamente minaccia di non dare i riscontri all’Italia". 

Nei commenti dei giornali italiani, si precisa poi che "se non sarà stangata per la maggior parte delle fasce, inciderà comunque sulle vite dei lavoratori italiani, dei quali, molti, hanno assunto impegni finanziari, a cominciare dai mutui e che la campagna elettorale e l’assenza del Governo hanno fatto il resto”.

Pronta la replica dei sindacati, che per voce di Giuseppe Augurusa (Csir) afferma che  "una ricognizione è opportuna per il nuovo accordo. Secondo noi, però, la filosofia va mantenuta, perché bisogna dare ordine a quello che accade in altri territori di confine. Come Consiglio, volevamo già chiedere un incontro formale alla giunta lombarda e ora, a maggior ragione, lo faremo. L’unica via sicura, è finalmente fissare lo statuto del frontaliere”.

“La recente indennità di disoccupazione parziale annunciata dalla Segreteria di Stato, prosegue Augurusa, "almeno riconosce a questa figura una dignità come quella degli altri lavoratori”.

Intanto lunedì, la Camera di commercio di Como scriverà alla Regio Insubrica per un’urgente convocazione, perché, come spiegato dal consigliere Enrico Lironi, la commissione Lia ha sì sospeso le attività, ma resta troppo alta l’incertezza, tanto che chi ha ricevuto il bollettino da pagare, nel dubbio si ferma e non lavora”.In conclusione, Lironi mette l’accento sulle "continue polemiche e forme ritorsive in atto nel Canton Ticino".

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