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Ticino
I centri fitness: “È un lockdown camuffato”
Foto Shutterstock
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Marco Jäggli
5 anni fa
Abbiamo sentito Luca Maggetti, titolare di una palestra di Bellinzona che, come tutto il settore, potrebbe presto essere toccata dall’obbligo del certificato Covid: “Contavamo di riprenderci in settembre, ora viviamo nell’incertezza”

Mercoledì il Consiglio federale ha deciso di mettere in consultazione l’estensione del certificato Covid a diversi ambiti. Tra questi, oltre agli interni di bar e ristoranti, anche gli eventi al chiuso e i centri fitness, che già erano dovuti rimanere a lungo chiusi durante le diverse fasi di lockdown. Teleticino ha parlato con Luca Maggetti, direttore del Tre castelli fitness club di Bellinzona, per sapere con che spirito il settore affronta questa possibilità: “Io parto con l’idea che non dovrebbe esserci un obbligo sul vaccino e ognuno dovrebbe essere libero di scegliere se vaccinarsi o meno. Ovviamente questa scelta di introdurre il certificato vuol dire che noi perderemo il 50% della vendita, perché chi non è vaccinato non arriva”.

“Sarebbe un lockdown camuffato”
“Loro ci hanno chiuso nel periodo in cui c’è più lavoro e ci hanno aperto quando ce n’è meno”, prosegue Maggetti, frustrato. “Adesso che dovrebbe esserci una ripresa forte a settembre ci danno una nuova limitazione. Inoltre non sono chiare le modalità”, aggiunge, “io devo bloccare l’abbonamento di chi non è vaccinato finché non hanno il certificato o la Confederazione ha pensato di bonificare qualcosa per ogni abbonamento? Il problema è sempre quello: questo è un lockdown camuffato per limitare le libertà di movimento delle persone”.

Una ripresa troncata
Alla fine del lockdown vero e proprio voi avete aperto con un calo di presenze o c’è comunque stata una ripresa primaverile? “C’è stata una ripresa, abbiamo avuto dei mesi relativamente buoni e con del profitto. Ovviamente però le persone che abbiamo perso, e sono tante, quelle non le abbiamo più recuperate perché magari temporeggiavano per tornare in settembre. Ora vedendo l’incertezza generale probabilmente non torneranno. Quindi”, prosegue, “abbiamo lavorato bene ma in questo momento che dovrebbe esserci una ripresa forte siamo punto e a capo”.

“L’incertezza colpisce i potenziali clienti, si rischia di chiudere”
“Quest’incertezza forte ci condiziona”, continua Maggetti, “anche perché non si sa da quando entrerebbe in vigore questa misura, quindi viviamo di settimana in settimana. Io da ieri (mercoledì, ndr) non conto le telefonate che ho ricevuto da potenziali clienti per chiedere come funzionerebbe il tutto con il certificato”. È preoccupato per il suo settore? C’è chi rischia di chiudere, secondo lei? “Quello sicuramente. Io ho imparato a vivere settimanalmente e non posso fare previsioni. Quindi è ovvio che non tutte le palestre sopravviveranno perché comunque la realtà e le limitazioni sono sotto gli occhi di tutti. Quindi la situazione non la vedo benissimo”.

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