
Nuova strage di ungulati. Questa volta in Leventina, tra Osco, Freggio e Vigera, dove sono state sbranate tre cerve. E cresce l’allarme per i cani killer. Se si trattasse di un lupo cacciatori e allevatori si sarebbero già mobilitati per chiederne l’abbattimento. Sarebbe già polemica. Ma sono cani. Cani killer che vagano liberi per i boschi. Come ad Arogno, dove nelle ultime settimane sono state rinvenute circa venti carcasse di animali selvatici aggrediti da cani. Soprattutto piccoli camosci e caprioli. Ma i cani attaccano anche i cervi. In gennaio, nei dintorni di Piotta, due cani hanno ucciso un cervo maschio. A volte agiscono in branco, come si pensa sia avvenuto in questi giorni in Leventina. Altre volte da soli. Cani bastardi, di razza husky, ma anche pastori. Molto raramente si tratta di cani da caccia, che sono addestrati a non aggredire la selvaggina. In relazione alle aggressioni registrate ad Arogno si fa anche l’ipotesi di branchi di randagi che arrivano dal versante italiano. Ma non ci sono conferme. “Il fenomeno è preoccupante – dice il capo dei guardiacaccia Fabio Croci -. Gli animali sono spossati dall’inverno rigido e sono facile preda dei cani”. Nei prossimi due mesi nasceranno i piccoli e sarà ancora più facile per i cani aggredirli. Croci invita quindi i proprietari a non lasciare vagare i loro cani per i boschi. L’anno scorso i guardiacaccia hanno intimato un’ottantina di contravvenzioni per cani vaganti o sorpresi a rincorrere selvaggina. Ma è solo la punta dell’iceberg. Difficilmente, infatti, si arriva a individuare i cani killer e i rispettivi proprietari. Il fenomeno continua nonostante le nuove leggi, federale e cantonale, che impongono di tenere i cani al guinzaglio. Leggi varate per proteggere l’uomo dagli attacchi. Ma la realtà insegna che vittime dell’aggressività dei cani sono in primo luogo gli animali selvatici. E che cacciatori e allevatori, più che dei lupi, dovrebbero preoccuparsi dei cani. Spesso anche pecore e capre sono infatti vittime di attacchi. D’altra parte, alcuni cacciatori si sono già mossi. Come Stelio Tantardini, presidente della Società cacciatori di Arogno, che ha lanciato ripetutamente l’allarme. Il fenomeno riguarda un po’ tutto il Ticino. Attacchi di cani si sono registrati anche in Riviera e nelle valle del Locarnese. L’unica soluzione al problema sta nella coscienza dei proprietari.emmebi
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