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Carburante
I benzinai riprendono ottimismo ma "non c'è stata protezione"
©Carlo Reguzzi
©Carlo Reguzzi
Federico Marino
4 anni fa
Nella prima settimana dopo il taglio dello sconto sulle accise il settore dei benzinai ticinesi ha mostrato segnali di ripresa, con il Ticino che è tornato a essere concorrenziale.

Da tempo fiducia e ottimismo non erano due parole che erano abitualmente associate al mondo delle stazioni di benzina ticinesi. Dopo una settimana dalla fine del taglio delle accise operato in Italia, Ticinonews ha contattato Luca Giampietro di Carburoil per farsi raccontare quello che sembra essere un momento di svolta in positivo. 

L'ottimismo

"Il Ticino è tornato ad essere competitivo sulla benzina", conferma Giampietro, ma "non ancora sul diesel, che storicamente in Italia ha un peso fiscale inferiore". Tuttavia, il ritorno alla concorrenzialità stimola l'ottimismo di Giampietro: "dalla seconda metà del mese ci attendiamo un afflusso di pendolari del pieno, e che i ticinesi non vadano più in Italia a rifornirsi". 

I prezzi

L'ottimismo di Giampietro è giustificato anche osservando i prezzi della benzina ai due lati del confine, come ha fatto Ticinonews: la Senza piombo 95 oscilla tra 1,84 e 1,88 franchi al litro in Italia. Dal lato svizzero, si passa a 1,87 franchi al litro, ma pagando in euro si può scendere sotto il muro degli 1,80. Tuttavia, il prezzo al dettaglio è la risultate di una serie di dinamiche complesse, come spiega Giampietro: "un errore classico è quello di confrontarsi solo con il prezzo al barile". Secondo l'incaricato di Citycarburoil non bisogna considerare solo i costi della materia prima, ma anche quelli della raffinazione, i costi logistici, e i costi di gestione e delle strutture, "senza dimenticare che le tasse in Svizzera ammontano quasi a un franco al litro". 

Un settore lasciato a sé stesso

Il settore ha sofferto molto in Ticino a causa del taglio delle accise italiane, tanto da portare alcuni rivenditori alla chiusura. Per Giampietro "non c'è mai stata una protezione verso il nostro settore. Ricordo che il primo beneficiario della vendita di carburante in Svizzera è la Confederazione, con quasi 4 miliardi annui. Fare il pieno in Svizzera beneficia dunque in primis alle casse federali. Per quanto ci riguarda andremo a prendere una decisione dopo il 15 di gennaio, per capire il mercato come si sta muovendo e se ci sono le condizioni economiche per riaprire i punti vendita che oggi sono chiusi".