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Ticino
“I bambini non sono esclusi dalla pandemia”
Redazione
6 anni fa
Alessio Fasano, ricercatore del Massachusetts General Hospital spiega la ricerca: “L’intento era capire perché i più piccoli fossero risparmiati dalla situazione”. “Seguire le regole basilari”

“I bambini sono diffusori silenziosi del nuovo coronavirus”. Questa l’allerta rimbalzata oggi sulla stampa di tutto il mondo. Secondo i ricercatori del Massachusetts General Hospital i più piccoli avrebbero un ruolo importante nella diffusione del Covid-19, affermazione che va in controtendenza a quanto riferito fino a oggi. I colleghi di Radio3i hanno raggiunto telefonicamente uno dei ricercatori interessati e professore di pediatria, Alessio Fasano.

“Siamo sorpresi”
“Siamo sorpresissimi dei risultati. L’intento dello studio era capire perché i bambini erano risparmiati da questa pandemia”, ha spiegato Fasano. “Questo studio ci dice che non solo hanno una carica virale elevata nelle loro vie aeree superiori ma che quando ce l’hanno hanno pochi o nessun sintomo”. E prosegue: “Questo potrebbe spiegare perché sembravano esclusi dalla pandemia”. “All’inizio, per motivi ovvi correlati ai limiti di tamponi, li abbiamo fatti solo ai malati, non abbiamo mai avuto la possibilità di testare i bambini e gli asintomatici anche se sapevamo che i positivi erano solo una parte”.

“25% ha rilevato altissimo carico virale”
Tanti dati, molteplici studi e teorie diverse che si accavallano. “Il bello della scienza è che si generano dati, quelli che abbiamo prodotto sono molto semplici e non sono in controtendenza”, spiega. Sostanzialmente, quindi, lo studio rivela che i bambini che hanno fatto il test per il coronavirus (perché erano a rischio o perché vivano in zone di alto contagio) “hanno rilevato per il 25% la presenza del virus ad altissimo carico nelle loro vie aeree”.

A scuola con le misure basilari
Nello studio, inoltre, si tocca il tema tanto dibattuto della riapertura delle scuole. “La decisione spetta a chi deve gestire il problema, non possiamo dare consigli in materia”. Ma, Fasano precisa: “Se si devono riaprire le scuole bisogna fare rispettare le misure basilari: mantenere la distanza, indossare le mascherine e avere un’accurata igiene delle mani”. “Se si riaprono le scuole in queste condizioni il rischio viene limitato di molto”, conclude.

“Non seguire le regole è da superficiali”
“Questa pandemia ci ha insegnato moltissime cose. La prima ondata di pandemia ha colpito i più suscettibili, questa seconda ondata colpisce le persone di età giovane perché non hanno aderito alle norme per minimizzare la diffusione del virus”, spiega il professore. Bisognerebbe facilmente implementare le norme con cui ci proteggiamo: “Se non le ottemperiamo siamo abbastanza superficiali. Andiamo in discoteca, al bar, in vacanza senza badare alle minime norme”. “Così – ammonisce – ne pagheremo le conseguenze”. Ma lo stesso discorso secondo Fasano vale per i bambini. “Se andando a scuola non sono protetti dalle tre misure basilari il rischio è che la terza ondata verrà alimentata dalla popolazione pediatrica”.

La scheda di Teleticino sulle tappe fondamentali di tutte le notizie sui bambini e il coronavirus

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