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Ticino
"Ho votato NO all'aumento delle imposte ai frontalieri"
Redazione
12 anni fa
Gianni Guidicelli, uno dei cinque deputati controcorrente, spiega i motivi della sua opposizione alla misura. "Un controsenso"

Solo cinque deputati ticinesi si sono opposti all'aumento del moltiplicatore d'imposta per i frontalieri dal 78% al 100%, approvato mercoledì dal Gran Consiglio.

Si tratta del presidente del PS Saverio Lurati, del suo collega di partito Carlo Lepori, del deputato MpS Matteo Pronzini e di due popolari democratici, nonché sindacalisti OCST, Lorenzo Jelmini e Gianni Guidicelli.

Uno di loro, Guidicelli, spiega oggi sulle pagine del Giornale del Popolo i motivi che l'hanno indotto a respingere questa proposta di Marco Chiesa che ha raccolto così tanti favori fra tutte le forze politiche.

"Devo dire che sono diversi i motivi che mi hanno spinto a votare contro" afferma il già primo cittadino del Cantone. "Da una parte ho inteso protestare contro un clima sempre più ostile contro i frontalieri, come se questi lavoratori fossero avvoltoi pronti a rubarci il pane e... i parcheggi. In realtà oso ricordare che sono persone che come noi hanno bisogno di lavoro, per le loro famiglie."

"Mi sembra che la misura sia davvero poco equa" aggiunge Guidicelli. "Se si parla infatti di equità era molto meglio tenere il tasso medio, così come alcuni residenti pagano di più del tasso e altri meno. Ora invece i frontalieri pagano in ogni caso di più o come i residenti. La possibilità che un ricorso metta in luce questa contraddizione è palese."

"Ma c'è di più" prosegue il deputato PPD. "Il Consiglio di Stato ha voluto inserire la clausola che l'aumento del moltiplicatore sarà applicato solo per i frontalieri che rientrano ogni giorno, non invece per coloro che fanno ritorno a casa solo ogni settimana. Un controsenso: i primi pagano di più ma non ricevono praticamente nessun servizio dai Comuni in cui lavorano, mentre chi vi risiede cinque giorni su sette pagherà meno."

Secondo Guidicelli, invece di tartassare i frontalieri sarebbe stato più opportuno aumentare le imposte a chi li chiama, ovvero ai datori di lavoro. "Certo, sarebbe meglio colpire chi specula su di loro, e non queste persone, che costituiscono una categoria comunque a rischio" afferma il sindacalista, secondo cui occorre rivedere l'accordo del 1974, "perché l'evoluzione della realtà l'ha reso desueto", ma anche vedere l'insieme del problema, ovvero valutare cosa facciamo in Ticino per favorire l'insediamento di persone giuridiche e fisiche italiane con tassazioni ad hoc.

Infine, Guidicelli si dice sorpreso dall'approvazione dell'aumento da parte di praticamente tutti i deputati, compresi i socialisti. "Forse ci stiamo dimenticando che fino a poco tempo fa eravamo noi quelli che emigravano" afferma. "Io ad esempio sono nato nel Giura bernese e sono rientrato solo quando la mia famiglia ha trovato lavoro con la Blenio SA."

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