
“Non ricordo più niente. Ho visto soltanto una ‘fiammata’ rossa. Poi sono caduto”. Questa è la testimonianza di Luciano Sonognini, 55 anni, che ieri verso le 11.00 in Val Redorta sopra Sonogno si è ritrovato troppo vicino ad un fulmine caduto appena fuori dalla sua cascina. Pioveva. Sonognini era appena uscito dalla sua abitazione e aveva il telefonino in mano. Poi si è appoggiato a un lavandino esterno. Un fulmine è caduto lì accanto, proprio fuori dalla cascina. Dopo, il nulla. Il 55enne si è ritrovato troppo vicino al fulmine ed è stato colpito indirettamente, cadendo al suolo quasi privo di coscienza. “Non sentivo più le gambe né le braccia. Credevo di essere paralizzato”, continua nel suo racconto Sonognini. La voce del fratello in lontananza che lo chiama. Lui a terra che non riesce più a muoversi “né a respirare o deglutire”. In un termine: “Ero tramortito”. A soccorrere il 55enne è arrivata la Rega che ha calato un medico a causa del terreno impervio. Poi Sonognini è stato trasportato alla Carità di Locarno, in stato incosciente. “Anche mio fratello che era lì vicino ha preso il fulmine, ma fortunatamente non si è fatto nulla. Credo che ad essere colpito sia stato pure un albero lì vicino…”. I ricordi sono confusi, ma fortunatamente le condizioni del 55enne non sono gravi tanto che oggi potrà tornarsene a casa. “Un grande spavento – termina l’uomo -. Ora però sto abbastanza bene”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

