
«Abbiamo raccolto, ancora prima del termine, oltre 3'000 firme. Sono stati dei mesi interessanti, abbiamo incontrato tantissime persone, anche chi non ha diritto di voto, che ci hanno raccontato la loro esperienza in quanto famiglie e quanto è difficile conciliare vita lavorativa e vita familiare. Così hanno dato ancora più forza e ancora più urgenza per quest'iniziativa». È la promotrice nonché capogruppo dell'Unità di Sinistra a Bellinzona, Lisa Boscolo, a parlarci dell'iniziativa "Più nidi d'infanzia pubblici", per cui sono oggi state consegnate alla Cancelleria municipale oltre 3'000 firme. «L'iniziativa chiede di avere degli asili nido pubblici, gestiti dalla città, quindi a prezzi accessibili. A Bellinzona ci sono delle strutture gestite da private, e i dati, ma anche le testimonianze delle famiglie, confermano che non ci sono abbastanza posti, ci sono lunghe liste d'attesa, ma addirittura persone che appena sanno di avere un bambino chiamano tutte le strutture che possono per sperare di trovare un posto», continua Boscolo.
«Fino a 2000 franchi di retta»
Al momento a Bellinzona si contano circa 265 posti (più altri 30 previsti) a fronte di oltre mille bambini, hanno spiegato i promotori, stando ai quali i nidi d'infanzia sono un servizio essenziale per le famiglie e per questo serve un ingresso del settore pubblico. Oltre a contrastare le difficoltà dei posti liberi, anche per i costi elevati delle rette. «Abbiamo sentito addirittura di duemila franchi di retta, che è la metà magari di un salario minimo, e se calcoli anche l'affitto, i premi di cassa malati... sono delle cifre che non sono accessibili a tutte le famiglie».
«Prima disponibilità? Nel 2028»
Tra coloro che hanno firmato abbiamo anche incontrato Melanie, che ha vissuto in prima persona la ricerca di un posto al nido. «Ho cominciato a cercare appena sono uscita dal primo trimestre di gravidanza e ho fatto fatica. Noi da Bellinzona andiamo fino a Lodrino per nostro figlio e anche lì comunque è stato complicato trovare posto. Fortunatamente mi servivano solo tre giorni alla settimana perché il tempo pieno non ci sarebbe stato». Melanie ci parla di altre mamme nella stessa situazione. «Giusto ieri una mamma di un bimbo che viene al nido con mio figlio mi ha raccontato che voleva portarlo qua a Bellinzona e le han detto che la prima disponibilità è nel 2028. Bisogna praticamente iscrivere dei bambini che non sono neanche ancora stati concepiti».
Non solo Bellinzona
Ora toccherà quindi a Consiglio Comunale e Municipio chinarsi sul tema e chissà, forse si dovrà esprimere anche il popolo. Tema che tra l'altro va oltre alla sola Bellinzona. Anche a Lugano recentemente è stata depositata una mozione interpartitica che si china anch'essa sui posti carenti negli asili nido e sulla necessità di migliorare la conciliabilità tra famiglie e lavoro. «Dover scegliere tra fare un figlio e continuare il lavoro nel 2026 non è ammissibile», conclude Melanie.

