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Ticino
"Ho le mie possibilità, ma attenzione anche alla Lega"
"Ho le mie possibilità, ma attenzione anche alla Lega"
"Ho le mie possibilità, ma attenzione anche alla Lega"
Redazione
10 anni fa
INTERVISTA a Mario Branda, attuale sindaco in cerca di conferma alla testa della Nuova Bellinzona

A Bellinzona è ormai scattata la campagna elettorale in vista delle elezioni della Nuova Bellinzona, che si terranno fra poco meno di due mesi, il 2 di aprile.

Dopo la scadenza del termine di consegna delle liste, fissato al 23 gennaio, la rosa dei candidati per un posto in Municipio e in Consiglio comunale si è completata per quanto riguarda tutte le forze politiche che hanno scelto di presentarsi.

In vista della storica elezione, Ticinonews.ch parte alla scoperta dei candidati con una serie di interviste che prende avvio con l'attuale sindaco della Città, Mario Branda, in lizza nella lista PS per il Municipio. 

Branda verrà confermato sindaco malgrado nei nuovi quartieri si profili una forte presenza di elettori liberali?"Tutto è ancora da scoprire, non abbiamo un precedente con questa base elettorale. Ci fu una sorpresa cinque anni fa quando il PS raggiunse praticamente il PLR, permettendomi di essere eletto quale sindaco. Resta da capire se questo può confermarsi anche nel nuovo comune. Immagino che però anche la Lega abbia le sue ambizioni…"

Fiducioso di potersela giocare?"Si tratta di capire le dinamiche delle forze in campo, penso di avere comunque le mie possibilità."

È soddisfatto della legislatura che va concludendosi? Cosa pensa di potere portare nella nuova, se rieletto?“Questa legislatura è stata sicuramente molto impegnativa e devo anche ricordare che il Municipio usciva da un periodo piuttosto travagliato. All’inizio si è trattato di guardarsi negli occhi per fissare degli obiettivi comuni che avrebbero permesso di puntare a una serie di obiettivi, utili a Bellinzona per ripartire. Tra questi, il tema dell’aggregazione, ma anche la prosecuzione di alcuni cantieri strategici per il futuro come la casa anziani, la nuova stazione o ancora il centro di ricerca in biomedicina, senza dimenticare pure l’acquedotto. Temi da tempo sul tavolo e che in questa legislatura hanno trovato uno sbocco. Altre tematiche sono ancora in attesa di concretizzazione, vedasi il centro giovani, attorno al quale comunque ci sono stati problemi esterni al Municipio. La caserma dei pompieri e i magazzini comunali sono anch’essi in sospeso, ma nel quadro del progetto aggregativo in corso: saranno tra i temi della prossima legislatura. Importante per noi è stata anche la decisione della rinuncia all'energia nucleare e carbonfossile, sostenendo le energie sostenibili."

Come evitare che i cittadini dei vecchi comuni si possano sentire esclusi dalle scelte cittadine?"Penso che i cittadini hanno fornito la loro approvazione all'aggregazione sulla base di una lunga serie di incontri e discussioni negli anni che hanno portato al Sì… Si tratta di un impegno che intenderemo mantenere per offrire vitalità ai quartieri. Importante sarà far sentire la presenza delle istituzioni nei quartieri. Si tratta di riuscire a mantenere gli impegni che ci siamo assunti e fare in modo che i quartieri si sentano partecipi. Fondamentale per il successo dell'aggregazione è che la popolazione continui nelle sue attività comunitarie: se la risposta sarà affermativa, vorrà dire che l'aggregazione è stata un successo. Ciò sicuramente sarà l’elemento fondamentale della Nuova Bellinzona, ma essenziali saranno anche il nuovo ospedale, la sede IRB, le officine e anche i progetti di valenza turistica che meritano di essere valorizzati."

Proprio in tema di turismo, come promuoverlo ulteriormente? Grazie a questa fusione, la Città saprà farsi più forte anche al Nord delle Alpi? "Il potenziale sicuramente c’è. Si tratta di valorizzare quelle qualità che il nostro territorio già presenta e abbiamo diversi progetti sul tavolo che andranno concretizzati. Potremo migliorare ancora i collegamenti col nord e infatti non a caso abbiam instaurato un tavolo di lavoro con la città di Lucerna. Il Bellinzonese crediamo sia rimasto un po’ indietro a livello di politica turistica, ma ora avrà la possibilità di recuperare un po’ di terreno senza per questo avere l'ambizione di raggiungere Locarno e Lugano che sono realtà differenti."

Dall'aggregazione di Lugano che insegnamenti può trarre Bellinzona?"L’impressione, da esterno, è che la popolazione abbia accettato l'aggregazione che ha comunque consentito a Lugano di emergere ulteriormente, mettendo in evidenza il suo potenziale. Se c’è un insegnamento per noi, va ricercato nella necesssità di instaurare da subito un contatto con tutti i nuovi quartieri, senza trascurarli. Secondo elemento d’insegnamento è nell'indirizzare fin da subito le energie e le forze non solo alla qualità dei servizi, ma anche pensando alla nuova pianificazione della città."

Un capitolo dolente per Bellinzona è notoriamente quello delle attività nel centro cittadino: come dovrà comportarsi la nuova amministrazione?"Il tema dell'attività commerciale ci accomuna agli altri poli urbani. L'attività dei piccoli commerci è una problematica di livello cantonale e questo Municipio si è già chinato su un tavolo di lavoro con i commercianti e gli esperti. È uno dei temi importanti, da perseguire per la nuova amministrazione: la risposta non può essere che i commerci devono pensare da soli, i commercianti devono a loro volta fornire dei propri input, anche se chiaramente sta a noi incentivare, mettendo in campo uno sforzo continuato."

Ma cosa fare di concreto per tenere vivi i commerci nel centro città?"Le ultime manifestazioni natalizie erano già indirizzate in questo ordine d'idee, tentando di dare nuovo decoro al centro storico. Ci siamo impegnati per cercare di abbellire le vie pubbliche. In prospettiva serviranno degli interventi più strutturali: se riusciremo per esempio a fare dei castelli un’attrazione da Top 10 svizzera, ciò avrà dei riflessi anche sulle attività commerciali."

A livello di finanze, dove occorrerà intervenire?"Nel corso di questo quadriennio siamo riusciti a rimettere equilibrio pur investendo moltissimo e ciò è un buon segnale. Chiaramente noi non abbiamo le risorse fiscali di altre città come Lugano, quindi occorre misurarsi con la nostra realtà, gestendo con estrema oculatezza le risorse. I comuni del Bellinzonese tra l'altro per la propria amministrazione spendono il 30% in meno degli altri comuni ticinesi, un segno dell’attenzione che abbiamo e occorrerà quindi continuare cosi, senza dimenticare gli investimenti, importanti per lo sviluppo economico della regione e che si riflettono sulle attività che possono portare un indotto. C’è inoltre un aumento di gettito fiscale che ci lascia ben sperare in un'evoluzione interessante."

 OC

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