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Ticino
"Ho lavorato per Crotta e lo difendo"
"Ho lavorato per Crotta e lo difendo"
"Ho lavorato per Crotta e lo difendo"
Redazione
9 anni fa
Un ex dipendente dell'azienda di Muzzano esprime dubbi sulla tempistica dell'attacco all'imprenditore

Non sono giorni facili per la Crotta SA, l'azienda agricola di Muzzano finita nella bufera a seguito della diffusione, venerdì scorso, di un servizio giornalistico di Patti Chiari (vedi articoli suggeriti).

Ma mentre i giganti della distribuzione si distanziano in vari modi dall'azienda di Enzo Crotta, c'è anche chi ne prende le difese. Come un nostro lettore che ci ha tenuto a inviarci i suoi pensieri, che vi riportiamo qui di seguito.

"Enzo Crotta è stato il mio primo datore di lavoro "vero", dopo mio padre, mio nonno e mio zio."

"Avevo 12 anni e insieme a due coetanei ci presentammo da lui chiedendo se ci fosse la possibilità di lavorare. Lui, senza pensarci due volte, ci mise subito all'opera nelle sue serre a raccogliere i pomodori."

"Andammo avanti per alcune settimane, non solo a raccogliere pomodori ma anche a svolgere altre mansioni, principalmente di pulizia. Avevamo pochi contatti con i nostri colleghi, perché a parte un paio di pensionati e alcuni impiegati fissi, gli altri erano tutti stranieri con praticamente nessuna conoscenza dell'italiano. Ma l'ambiente era carino, si lavorava bene insieme."

"Ah, dimenticavo la paga: 20 franchi al giorno, vale a dire 2,5 franchi l'ora, ovviamente in nero dato che non avevamo l'età legale per lavorare. Ci fu chi sollevò dubbi sulla remunerazione, ma lui si difese con le sue ormai note giustificazioni sociali: "Io lo faccio per non lasciare i giovani per strada a bighellonare". Comunque a me quei 20 franchi al giorno facevano comodo e a lui facevano comodo due braccia giovani e scattanti, per cui per noi si trattava di una classica situazione win-win."

"Da allora sono passati ormai più di vent'anni, durante i quali mi è spesso capitato di pensare che alla fine Crotta non fosse esattamente un benefattore. E avendo seguito piuttosto da vicino le sue successive vicissitudini nonché avendo discusso con molte persone che hanno avuto a che fare con lui, questa mia convinzione non ha potuto che rafforzarsi."

"Quindi ben venga l'intervento dei giornalisti di Patti Chiari. Ma io mi chiedo: Enzo Crotta è ormai alla soglia della pensione; è da una vita che lavora nell'agricoltura a contatto con tutti i principali distributori del nostro Cantone, con le autorità, con innumerevoli piccoli clienti e ristoratori, nonché con centinaia di dipendenti; com'è possibile che tutto questo cancan mediatico sia emerso solo ora?"

"Lungi da me voler giustificare Crotta, ma mi sento di volerlo difendere da certi attacchi eccessivamente virulenti. Perché un giorno che sarà obbligato a chiudere i battenti, non troveremo più al supermercato l'insalata a chilometro zero, mai bloccata dai servizi cantonali, bensì quella proveniente da lontano e sulla cui fabbricazione non potremo sapere niente. Ma si sa, occhio non vede, dente non duole."

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