
“Ho lavorato per dieci anni per un’azienda farmaceutica, poi improvvisamente sono stato licenziato in tronco”. A raccontarci la sua storia è un lettore, che dal 2005 al 2015 ha lavorato come operario presso una ditta farmaceutica grigionese e che improvvisamente è stato lasciato a casa.
“Nel 1982 ho avuto un incidente stradale - ci racconta - Ho rimediato diverse fratture ma fortunatamente sono riuscito a riprendermi e a lavorare normalmente”. I problemi, però, iniziano nel 2011, quando in seguito a una risonanza magnetica gli viene diagnosticato un disturbo alla memoria dovuto a un’atrofia gliotica, causata a sua volta dall'incidente di 29 anni prima.
A questo punto ha inizio il suo calvario lavorativo: “Ho subito mobbing e pressioni. Mi facevano lavorare da solo con macchine che non conoscevo bene, per me difficoltose da programmare visto il problema alla memoria”.
Le cose peggiorano anche con il nuovo superiore, che pur essendo informato del problema gli impone di andare avanti. “O fai andare le macchine o ti licenzio”, è l’ultimatum, che si concretizzerà poco tempo dopo.
“Vengo licenziato in tronco e al mio posto assumono due frontalieri - si sfoga il nostro lettore - Non percepisco una rendita AI perché hanno stabilito che posso lavorare, ma senza dirmi che cosa potrei fare. Io vorrei lavorare, chiedo solo questo”.
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