
Sono numerosi i politici ticinesi a reagire alla notizia della rinuncia del regista franco-polacco Roman Polanski di presenziare al Festival del Film di Locarno, a causa delle polemiche suscitate dalla sua persona.
Sono rarissime le voci fuori dal coro: quasi tutti coloro che commentano il forfait sui social network si dicono soddisfatti.
"Hanno vinto tutti" scrive su Facebook il granconsigliere PPD Armando Boneff. "Polanski non verrà al Pardo, pare che vi abbia rinunciato spontaneamente. L'indignazione spontanea popolare contro i suoi "demeriti umani" ha prevalso sul suo indubbio genio artistico. Chi ha vinto e chi perso in questa faccenda? Secondo me hanno vinto tutti. Hanno vinto le vittime dei pedofili sapendo che in Ticino non v'è ragione alcuna che possa mettere in secondo piano il sopruso da loro subìto; hanno vinto i ticinesi che hanno espresso la loro indignazione incuranti di apparire bacchettoni, provinciali e quant'altro. Ha vinto anche la libertà d'espressione, che non può essere invocata solo per gli intellettuali e per gli artisti."
La rinuncia di Polanski non basta invece al consigliere nazionale Pierre Rusconi per riconciliarsi con il festival. “Trovo che Roman Polanski ha fatto una scelta legittima" ci dice telefonicamente. "Ma il problema sta a monte, la direzione del festival ha sbagliato da sola, facendo una scelta sbagliata. Non doveva invitarlo”.
E per quanto riguarda le tessere invito del festival del film rimandate indietro di recente da Rusconi, il consigliere nazionale UDC tira dritto “anche se non c’è Polanski le tessere non me le riprendo indietro, le lascio al Festival”.
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