
C’è grande soddisfazione all’interno della Lega dei Ticinesi per i risultati del voto odierno, favorevole all’introduzione in tutta la Svizzera del divieto di burqa come quello che già conosciamo in Ticino a seguito della votazione popolare del settembre 2013.
“L’iniziativa ticinese che ha fatto da modello per quella federale approvata oggi - si legge nella nota - venne lanciata dal “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli. La Lega aderì fin da subito al comitato promotore, riconoscendo la necessità di combattere precocemente l’avanzata dell’islam politico anche alle nostre latitudini. Il velo integrale non risponde ad alcun precetto religioso, tant’è che è proibito perfino alla Mecca. È invece uno degli attributi visibili dell’islam politico. L’islam politico è in aperta contraddizione con i valori fondanti del nostro Stato liberale e con il nostro modello di società. Non può dunque avere diritto di cittadinanza in Svizzera. L’islam politico costituisce inoltre l’humus sul quale cresce il terrorismo islamico”.
“Il divieto di burqa in tutto il Paese - conclude il comunicato - costituisce un importante passo avanti, oltre che una significativa vittoria dei valori occidentali. La Lega si rallegra di aver dato il proprio fattivo contributo a questo risultato”.
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