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Ticino
"Gülenisti in Ticino?"
"Gülenisti in Ticino?"
"Gülenisti in Ticino?"
Redazione
10 anni fa
Massimiliano Ay chiede al Governo di monitorare l'eventuale presenza di istituti legati all'imam turco

Per il governo di Ankara non ci sono dubbi: dietro al tentativo di golpe messo in atto contro il presidente Recep Tayyip Erdogan c'è il suo acerrimo rivale Fetullah Gülen.

Per la Turchia il movimento di Gülen è una vera e propria associazione terroristica a tutti gli effetti, tanto da indurre i servizi diplomatici di Ankara a promettere ripercussioni anche nei confronti di cittadini turchi residenti all'estero accusati di sostiene l'imam "ribelle".

La questione era approdata a Berna (vedi articolo suggerito) e in questi giorni è diventata anche un tema ticinese. Il deputato del Partito comunista Massimiliano Arif Ay ha infatti presentato oggi un'interrogazione parlamentare con cui chiede di monitorare gli istituti culturali e scolastici legati a Gülen eventualmente presenti sul territorio cantonale.

"A seguito del tentativo di colpo di stato contro l’ordinamento costituzionale della Repubblica di Turchia della scorsa settimana, appare sempre più evidente come nella sollevazione golpista abbia giocato un ruolo determinante la confraternita islamista guidata dall’imam Fetullah Gülen, la quale controllerebbe un giro d’affari stimato dal quotidiano economico italiano Il Sole 24 ore in ben 25 miliardi di dollari", scrive Ay.

Stando all’inchiesta del quotidiano turco dell’opposizione laica Aydinlik, "fin dagli anni ‘70 tale setta ha assunto un carattere eversivo di stampo fondamentalista islamico e contrario al secolarismo e alla laicità delle istituzioni".

Secondo il portale ticinese di informazione progressista “Sinistra.ch”, inoltre, la setta in questione controllerebbe numerose fondazioni sul piano internazionale, come le “Harmony Public Schools” ela “Cosmos Foundation” negli Stati Uniti; la “Kafkas University” in Azerbaijan, ecc.

Un campanello d'allarme per Ay, che ritiene che vi sarebbero coinvolgimenti anche in Svizzera: "Stando a informazioni rese note dalla “Neue Zürcher Zeitung” dello scorso 18 luglio 2016 tale movimento risulterebbe attivo pure in Svizzera, e non da ieri: già il 2 novembre 2009 la rivista svizzera Beobachter aveva indagato sulle infiltrazioni di tale setta sul territorio nazionale, scoprendo ben otto scuole private, concentrate nella Svizzera tedesca, direttamente legate alla dottrina eversiva del suddetto imam".

"Aspetto - sottolinea Ay - confermato ulteriormente l’anno successivo nella tesi di master del sociologo svizzero Thierry Kaufmann presentata all’Università di Zurigo."

Massimiliano Ay chiede pertanto al Consiglio di Stato se la presenza di tale confraternita nel nostro Paese è da ritenersi preoccupante per la sicurezza o la pace confessionale, se si è a conoscenza di istituti scolastici o altre istituzioni culturali, imprenditoriali o religiose legate a tale confraternita presenti sul territorio del Canton Ticino e se ci si intende coordinare con la competente autorità federale affinché l’attività di tale confraternita sia monitorata ai sensi della legge.

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