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Gran Consiglio
Guerra nominato Primo cittadino alla presenza di Giancarlo Giannini
Redazione
2 anni fa
Il neo presidente del Gran Consiglio ticinese Michele Guerra si prepara ad affrontare sfide e promuovere il coinvolgimento dei deputati. Presente in aula a Bellinzona anche l'attore Giancarlo Giannini, amico di Guerra, che ha elogiato la dialettica e la curiosità come motore del divenire dell'uomo.

L’elemento dominante della seduta odierna del Gran Consiglio è stato, logicamente, il passaggio di consegne alla guida del Parlamento. Michele Guerra, come già anticipato, in veste di nuovo presidente è quindi diventato Primo cittadino ticinese. Dopo il momento ufficiale in aula a Bellinzona ci si è poi trasferiti a Pollegio per i festeggiamenti di rito con autorità e popolazione. A partecipare alla nomina c’è anche stato un ospite d’onore: l’attore di fama internazionale Giancarlo Giannini, nonché doppiatore per eccellenza di Al Pacino. Una presenza su cui inizialmente era stato mantenuto il massimo riserbo. Ma andiamo con ordine e partiamo con le dichiarazioni del neo eletto presidente del Parlamento ticinese.

Guerra: “Dare è più importante che ricevere”

Quella di oggi è dunque stata una seduta “light” in quanto Michele Guerra, classe 1985 e deputato leghista dal 2011, è il nuovo Primo cittadino. Con numerosi accenni storici, nel suo discorso Guerra ha detto che “la presidenza è un filo che collega il 2024 al 1803”. Da noi interpellato, ci ha detto che “questi 13 anni hanno insegnato molto, perché in Gran Consiglio possiamo imparare in due modi: o con lo sperimentare e vivere l’esperienza, oppure affidandoci a chi l’esperienza l’ha già fatta”. In entrambi i modi “ho imparato tanto, vedendo addirittura colleghi venire in aula con malattie terminali per poter portare a termine il proprio lavoro e dando quindi sia al Paese sia ai deputati un esempio decoroso”. Ma per Guerra, l’insegnamento più importante di tutti riguarda il fatto che “dare è più importante del ricevere, così come servire è qualcosa che ti riempie il cuore e ti fa crescere come persona”. La carica di presidente permette “sicuramente di servire ancor di più la tua cittadinanza e il tuo Paese. Per questo mi auguro che quest’anno possa essere un anno proficuo per il Cantone”. Lo stile di presidenza di Guerra, ci dice il diretto interessato, sarà “sicuramente molto attivo, perché io sono iperattivo di mio. Ma sarà una presidenza umile e di servizio volta a cercare di servire gli interessi del Cantone”.

Le sfide per l’anno a venire

Per quanto riguarda invece le sfide principali del prossimo anno, Guerra ha ammesso che il Cantone si trova confrontato con tantissime sfide: il lavoro e l’entrata dei giovani in questo mondo, la scuola, le finanze. Ma la sfida più grande sta nel fatto che “ad oggi non c’è più un Parlamento granitico come un tempo, quando si creava una sorta di maggioranza automatica e i problemi venivano affrontati con questa cabina di regia”. Oggi il Parlamento appare infatti molto sfilacciato, e anche solo trovare le convergenze per cercare soluzioni diventa difficile. “Però a me le sfide piacciono, quindi – come detto in aula – le affronterò, partendo dal coinvolgere maggiormente tutti i 90 deputati. Oggi troppo spesso si fanno incontri e visite riservati unicamente all’ufficio presidenziale, ma in questo modo si lasciano fuori tante idee e tanti colleghi. Aprendosi a tutti si può valorizzare tutti creando al contempo un team building. L’augurio è che i problemi si possano affrontare con maggior convergenza”, ha concluso Guerra.

Giannini: “La prima volta che ho conosciuto Michele era vestito come un tirolese”

Come anticipato, a presenziare alla seduta del Gran Consiglio c’era anche l’attore e doppiatore Giancarlo Giannini, che a fine seduta si è concesso alle telecamere della stampa. “Con Michele ci siamo conosciuti per caso, in un ristorante a Roma dove si mangiava molto bene. Ricordo che era vestito strano, come un tirolese. E glielo dissi. Poi da lì ci siamo tenuti in contatto, anche se nulla di che. Ci siamo stati simpatici fin da subito, per questo sono qui”. Giannini ha poi ammesso di non conoscere così bene il Ticino, “però in Svizzera sono venuto diverse volte, ci ho anche recitato. E adesso che Michele è presidente un pensiero sul diventare svizzero potrei farlo”. Per l’attore, dialogare è la cosa più bella, perché “la dialettica è quella che ci permette di curiosare e di conoscere quello che generalmente molti uomini non conoscono, ovvero il loro divenire. Spesso perché ce lo si complica, tendiamo a complicarci la vita. Abbiamo perso la semplicità della fantasia. Se non si ha più la curiosità del divenire significa essere morti. Il pensiero è potentissimo”.