
Dal cuore del Vaticano, Papa Francesco ha lanciato ieri un monito potente contro la piaga degli abusi sessuali su minori al termine dello storico vertice sulla protezione dei minorenni. Critiche durissime davanti a un "abominio" ha detto il Pontefice che "per troppo tempo, non ha risparmiato la Chiesa stessa" aggiungendo che "negli abusi noi vediamo la mano del male che non risparmia neanche l'innocenza dei bambini". Il Santo Padre ha poi concluso affermando che "l'universalità di tale piaga, mentre conferma la sua gravità nella nostra società, non diminuisce la sua mostruosità all'interno della Chiesa".
Chiesa, che punta dunque a un cambio di paradigma e per la prima volta si mostra al mondo protesa all’ascolto delle vittime e ad adottare "misure concrete". Da qui, l’annuncio di un Motu Proprio da parte del Papa, di un vademecum per i vescovi e di una vera e propria task force a supporto di diocesi e conferenze episcopali a difesa dei minori.
Papa Francesco ha poi aggiunto che "se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso, che rappresenta già di per sè una mostruosità, tale caso sarebbe affrontato con la massima serietà".
Parole forti per una piaga combattuta anche in Svizzera e in Ticino. Dante Balbo è il portavoce della commissione diocesana contro gli abusi sessuali in ambito ecclesiastico.
"Un tempo la Chiesa pensava di dover proteggere se stessa e di dover in qualche modo proteggere il proprio buon nome, e quindi copriva gli scandali un po' come si copre una pentola che bolle. Evidentemente prima o poi il coperchio deve saltare", spiega il portavoce della Commisione diocesana contro gli abusi sessuali Dante Balbo ai microfoni di TeleTicino.
In Svizzera negli ultimi 50 anni sono 300 i casi di abusi su minori accertati all’interno della chiesa. Ma il fenomeno tocca anche il nostro Cantone dove dal 2013 esiste una commissione ad hoc.
"In Ticino, da quando esiste la commissione, di fatto è un solo caso quello che è arrivato nel suo esito finale, cioè fino al riconoscimento di un risarcimento simbolico dell'abuso subito della vittima. Ci sono stati alcuni casi segnalati, ma che per ora non hanno ancora raggiunto una conclusione. La strada resta ancora lunga e le polemiche non mancano", afferma Balbo.
La strada resta ancora lunga e le polemiche non mancano. "Chiacchiere pastorali" hanno commentato alcune vittime di abusi alla fine del summit: "promesse già sentite troppe volte".
Le vittime, credo abbiano ragione nel non esprimersi fino a quando la Chiesa non si muove concretamente. Una delle loro richieste più importanti è la messa a disposizione dei fascicoli che sono ancora presenti nei tribunali vaticani e delle varie conferenze episcopali, fascicoli che devono essere messi a disposizione della Magistratura perché possa muoversi correttamente. Questa dimensione di trasparenza che nella diocesi di Lugano è già presente, per cui tutte le informazioni di cui si viene a conoscenza vengono condivise con la Magistratura, non è presente in tutte le diocesi del mondo", conclude Balbo.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino
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