
Il Consiglio di Stato gha risposto negli scorsi giorni a un’interrogazione del deputato Massimiliano Ay (PC) sul tema delle terapie alternative e della presenza dei guaritori alle fiere del benessere. Il granconsigliere, ricordiamo, si era interessato del tema già nel 2016 con l’interrogazione “Guaritori e ciarlatani, quali controlli?" e nell’aprile dello scorso anno era tornato alla carica con il secondo atto parlamentare con cui chiedeva al Governo se fosse possibile far controllare tali fiere "dal Medico cantonale o da un organo di controllo equivalente per quanto concerne i contenuti della loro offerta"?
Richiamate le motivazioni che hanno portato il Parlamento a prevedere all’interno della Legge sanitaria sia la figura del terapista complementare, sia la figura del guaritore, il Consiglio di Stato ritiene che “a maggior ragione non appare opportuno che lo Stato supervisioni i contenuti dell’offerta delle cosiddette fiere del benessere” perché “fintanto che non vi è nessuna interazione diretta con un paziente le attività in questione non rientrano nemmeno nel campo d’applicazione della Legge sanitaria”.
Considerato poi che la legge permette a queste figure di interagire, a determinate condizioni, direttamente con il paziente persino a livello di cure e terapie, un intervento relativo al mero passaggio di informazioni, per quanto forse discutibili, non appare essere compatibile con la libertà d’espressione sancita dalla Costituzione federale né con l’autonomia del paziente codificata nella Legge sanitaria”.
L’attività svolta nell’ambito di una fiera del benessere è infatti sicuramente meno intensa e invasiva dell’attività terapeutica a diretto contatto con il paziente.
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