
Il direttore dell’Amministrazione delle dogane Christian Bock ha annunciato che l’inchiesta amministrativa interna – avviata lo scorso venerdì 17 agosto – è stata momentaneamente sospesa. «Ciò non significa che non vogliamo fare luce sui fatti emersi, ma la legge ci impone di dare la precedenza e di non influenzare le procedure di carattere penale o di altro tipo come è ora il caso con gli accertamenti avviati dalla giustizia militare». E in tal senso resta da capire se a essere interessati dagli accertamenti sono solo il 46.enne capo del personale e il 58.enne da tempo attivo nel coordinamento delle attività sul terreno alla Centrale comune di allarme o se le verifiche in corso riguardano anche altre persone.
Quello che è certo, come emerso anche a Mendrisio, è che delle segnalazioni concrete a Berna su problematiche e malumori relativi alla Regione IV erano giunte a Bock da diverse settimane. Da qui la richiesta al capo del Dipartimento federale delle finanze Ueli Maurer di aprire un’inchiesta amministrativa.
A condurre ad interim la Regione IV c’è da qualche giorno il direttore dell’Amministrazione doganale IV circondario Silvio Tognetti. E ciò dopo la decisione di sollevare dal suo incarico e trasferire nella sede centrale di Berna il comandante Mauro Antonini. Su questo passo Bock ha ribadito: «Detto che vige la presunzione di innocenza per le persone coinvolte, il trasferimento – come da prassi usuale – si è reso necessario per proteggere Antonini e permettere alle procedure in corso uno svolgimento in totale tranquillità». Rispetto alla posizione e alle nuove mansioni del comandante – che non è sotto inchiesta – Bock ha invece annunciato che oggi «si terrà il primo faccia a faccia tra Antonini e il capo del Corpo delle guardie di confine, il brigadiere Jürg Noth». Ma il fatto che a finire nel mirino delle inchieste siano stati due alti ufficiali sotto la diretta responsabilità del comandante ticinese non potrebbe far presagire una conduzione lacunosa da parte di Antonini? "Sarà una delle questioni che dovremo chiarire - spiega Bock al Corriere del Ticino -Non si tratta comunque di un aspetto che concerne il fronte penale, che ora è quello prioritario. Le altre questioni seguiranno: non c’è alcuna urgenza per il momento ma vi assicuro che è nostra intenzione fare luce su tutti gli aspetti, non solo penali».
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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