
Sono arrivati a Bioggio con una raffica di domande. Non vogliono rilasciare interviste, ma sono arrabbiati. Piloti, assistenti di volo, impiegati hanno incontrato il sindacato OCST alla sede amministrativa di Darwin dove, per tutto il giorno, gli uffici della direzione sono rimasti vuoti. Impossibile raggiungere i vertici della compagnia, riuniti tutti in Slovenia alla sede di Adria Airlines.
"C’è molta preoccupazione e sono state formulate tante domande" racconta il sindacalista Lorenzo Jelmini ai microfoni di Teleticino. "Ma questo perché dalla direzione non ci sono state informazioni, non si conosce la loro strategia, cosa vogliono fare. C’è tanta incertezza. Gli stipendi sono comunque garantiti grazie alle procedure d’insolvenza, di disoccupazione e altri strumenti per chi opera in Svizzera. Per chi opera in Italia ci sono altre difficoltà".
Alcuni dipendenti hanno già deciso di cercare un altro impiego, altri continuano a lavorare per conto di terzi. La speranza è che le autorità giudiziarie possano concedere alla compagnia la moratoria concordataria richiesta lunedì scorso dai vertici. Un'ipotesi che, ora come ora, appare molto inverosimile vista l’incertezza che aleggia attorno al fondo tedesco 4k Invest, già proprietaria di Adria e che lo scorso luglio aveva acquistato la compagnia ticinese.
"Dubbi sulla società li abbiamo esternati da subito. È un fondo che non ha investito, non ha dato garanzie" prosegue Jelmini. "Sembrava comunque un intervento serio anche perché Adria è una compagnia seria".
Invece le cose sono precipitate già lo scorso ottobre, con la richiesta dei primi 15 licenziamenti. Ora però a rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro. Per questo i sindacati auspicano l’intervento di tutti. "Chiederemo un incontro con la direzione, al Cantone e ai comuni" conclude Jelmini. "Chiederemo di aprire un tavolo di discussione con direzione e sindacati".
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