
Tra i nomi dei possibili successori di Sergio Savoia alla testa dei Verdi se ne può già escludere uno: quello di Greta Gysin.
L'ex deputata, capofila dell'ala contestataria del partito, ha chiaramente espresso la sua volontà in un'intervista rilasciata al Corriere del Ticino.
"Non basta l'abbandono di Sergio Savoia per rientrare" afferma Greta Gysin. "Anche perché il partito che lascia non è quello cui avevo contribuito io (con altri, tra cui Savoia) a costruire. È un partito fortemente condizionato dalla strategia degli ultimi anni che ha lacerato il partito senza portare al successo sperato. Anzi."
"Probabilmente non sarei nemmeno la persona indicata anche perché la mia figura non farebbe l'unanimità" aggiunge l'ex deputata. "Se si vuole che i Verdi ritrovino l'unità e l'entusiasmo, ci vuole qualcuno di neutrale, che possa essere accettato sia da chi è critico sulla gestione Savoia, come anche dai suoi sostenitori."
Gysin spiega poi che i Verdi non navigano in buone acque, finanziaramente parlando. "Le strutture sono indebolite e le finanze, dopo la campagna per le cantonali di aprile, sicuramente non sono messe benissimo" afferma. "Insomma tutto lascia intuire che un mio rientro come coordinatrice sarebbe destinato a fallire in partenza."
Il nuovo coordinatore dei Verdi andrà quindi cercato tra gli altri membri del partito. Una prima riunione di direzione in tal senso è in programma già lunedì prossimo, 12 ottobre.
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