
Al Bar Oops di Lugano, dove sono riuniti i Verdi, Greta Gysin si rallegra per le ultime proiezioni, che vedono gli ecologisti confermare il gruppo in Gran Consiglio con cinque seggi. "È essenziale per il lavoro parlamentare. Cinque candidati è sicuramente meglio di quattro". Il calo rispetto al 2019, comunque, c'è. "In questi quattro anni ci sono state delle crisi, come Covid e guerra in Ucraina, che hanno distolto l'attenzione dalle questioni climatiche, pur mantenendo tutta la loro gravità e la loro importanza. A bocce ferme dovremo capire dove abbiamo compiuto degli sbagli nella comunicazione, nella campagna e forse anche nelle alleanze".
Responsabile del risultato?
Nelle ultime ore, a fronte dell'importante calo sia del Ps sia dei Verdi, il nome di Greta Gysin è stato evocato più volte. Di fronte a questi risultati, la consigliera nazionale non rimpiange di non essersi presentata alla corsa per il Consiglio di Stato? "Probabilmente la mia presenza in lista avrebbe creato una dinamica differente", concede Gysin. "Non credo però che si possa addossare la responsabilità del risultato complessivo all'assenza di una sola persona in lista. Il nostro obiettivo è fare crescere diversi profili: se un partito è troppo dipendente da una sola persona, non è molto salutare".

