
Non capita tutti i giorni. Il 30mo anniversario della costituzione della Fondazione svizzera della Greina (FSG) è stato l’occasione per dare un nome al laghetto situato ai piedi del Pizzo Terri, in una valle laterale della Greina, la Val Canal.
L’altipiano della Greina, tra Olivone, Vrin e Somvix è una regione di straordinario interesse ambientale, naturalistico ma anche culturale. La presenza di tre tipi diversi di roccia – gneis, calcare, scisti – fa sì che in questa regione si trovino, a pochi passi di distanze, fiori tipici dell’uno e dell’altro ambiente. Nel Medioevo e fino all’Ottocento dalla Greina passavano i contadini grigionesi per recarsi ai mercati del bestiame di Lugano e oltre; e nel 1398 una campana fusa a Lugano è stata trasportata a Castrisch, vicino a Ilanz. Un luogo di incontro quindi di uomini e natura, di sud e nord.
Comprensibile che politici attenti e sensibili, oltre 30 anni fa, si sono opposti con veemenza e perseveranza al progetto di sommergere la Greina costruendo un ennesimo sbarramento idroelettrico. Per la prima volta si è riusciti non solo a proteggere una regione, ma a compensare i comuni di montagna per la rinuncia alle entrate finanziarie. Un cambiamento di paradigma rivoluzionario di cui oggi beneficiano oltre 20 comuni di montagna. Una battaglia estenuante vinta nonostante tentativi subdoli di parlamenti e commissioni di cambiare le carte in tavola in sede di norme d’applicazione. Alla fine gli iniziatori hanno rinunciato al progetto idroelettrico non già per ragion veduta, ma perché i costi processuali sono stati giudicati eccessivi.
Per ricordare 30 anni di impegno la Fondazione svizzera della Greina, che opera sempre in stretto contatto con le autorità delle popolazioni locali, ha deciso di dare un nome ad un laghetto, finora innominato (come molti laghetti alpini) situato ai piedi di una montagna cara anche ai ticinesi: il Pizzo Terri. Il laghetto ora si chiama “Laghet la Greina”.
Recentemente, in occasione di una semplice cerimonia, Gallus Cadonau, direttore di FSG ha ripercorso le tappe significative che hanno portato alla protezione della Greina e alla rimunerazione dei comuni che pur avendo grande bisogno, rinunciano ad entrate monetarie. L’impegno continua per la salvaguardia degli ultimi corsi fluviali in montagna ancora intatti e naturali. Non ha tralasciato considerazioni critiche sulle piccole centrali idroelettriche e la loro economicità, trascurabile se confrontata ad altre fonti energetiche. I pensieri espressi da Cadonau, dal sindaco di Lumnezia Duri Blumenthal e da Martina Fehr, storica e redattrice di Südostschweiz sono stati consegnati al laghetto in una bottiglietta. Ernst Bromeis ha attraversato il lago a nuoto raggiungendo il gruppo di amici giunti da Vrin attraverso il passo Diesrut, da Somvix passando dalla capanna Terri e anche dal Ticino scendendo dalla bocchetta Terri ed ha riconsegnato al laghetto una manciata di sabbia raccolta alla foce del Reno a Rotterdam, chiudendo così un ciclo di vita dell’acqua dei laghetti di montagna. Sintomaticamente alla cerimonia si è sentito parlare romancio sursilvan, tedesco e anche italiano.
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