
Cambio di regole in Italia. Da oggi, venerdì 6 agosto, occorre presentare il green pass anti-Covid per poter accedere a determinati servizi, per esempio locali al chiuso, cinema, teatri e musei (maggiori dettagli qui). Ma cosa cambia per ticinesi? E cosa vale nei 60 km? Per fare chiarezza i colleghi di Radio 3i hanno interpellato Francesco Quattrini, delegato per i rapporti transfrontalieri.
L’entrata in territorio italiano
“Per quanto concerne l’entrata nel paese non cambia sostanzialmente nulla in quanto già ora occorre avere il green pass, presentare un test negativo le 48 ore precedenti oppure certificare di essere guarito dal Covid”, specifica Quattrini. “Quello che cambia è l’entrata in determinati luoghi pubblici, come bar, ristoranti e altri servizi. Secondo le leggi italiane basta un certificato vaccinale (una dose) per potervi accedere”.
Il codice QR ticinese per una singola dose vale anche in Italia?
Proprio perché il green pass italiano sarà valido con una dose di vaccino, il Ticino ha deciso di rilasciare un’attestazione con il codice QR a chiunque effettui la prima dose di vaccino in uno dei centri vaccinali cantonali. Il problema è capire se l’Italia lo riterrà valido. “Quando il Governo cantonale ha preso atto dell’ordinanza del ministero italiano della salute del 29 luglio, si è attivato immediatamente nei confronti delle autorità federali per proporre un certificato QR elaborato dal Cantone che preveda un certificato parziale con un’unica dose effettuata. È stato inoltre chiesto di valutare un intervento presso le autorità italiane affinché questo possa essere riconosciuto. La Confederazione ha risposto che il certificato per una dose emessa nei centri vaccinali del Cantone è riconosciuto dalla Svizzera. Stando alla Confederazione non ci sono motivi per dubitare che anche l’Italia lo riconosca in quanto già adesso i certificati vaccinali con doppio vaccino emessi dalla Confederazione vengono riconosciuti”. Una certezza scritta tuttavia da Roma per il momento non c’è, specifica il delegato cantonale. “Non vi è alcuna certezza formale che l’Italia riconosca questi certificati parziali a una dose. Chi vuole andare in Italia e accedere a bar, ristoranti o svolgere altre attività, è meglio che verifichi presso le competenti istanze italiane, che sono responsabili per l’applicazione delle regole”.
La questione dei 60 km
Oltre i 60 km dalla propria abitazione, bisogna in ogni caso presentare il certificato o tampone, mentre nei 60 km, dove il movimento nella fascia di confine è più libero, no. Ma le regole per i locali chiusi valgono in ogni caso. “Nei 60 km, per entrare nei locali chiusi, non sarà necessario il certificato vaccinale completo, ma bisognerà almeno avere quello parziale o un tampone negativo o un certificato da guarigione Covid per accedere a determinati locali”, conclude Quattrini.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

