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Ticino
“Grazie Ticino, siamo qui in segno di amicizia”
Redazione
6 anni fa
La presidente del Consiglio nazionale Isabelle Moret e quello degli Stati Hans Stockli accolti a Bellinzona dal primo cittadino

La Svizzera: uno Stato federale dove alcuni dossier, compresa una situazione di crisi pandemica come quella appena vissuta, è importante siano gestiti a livello regionale. È questa la sintesi dell’incontro avuto oggi tra le autorità cantonali e i presidenti delle Camere federali Isabelle Moret e Hans Stockli.

Caverzasio: “Abbiamo spiegato come abbiamo gestito la crisi”

Il primo a prendere la parola durante l’infopoint, che si è tenuto alla Centrale cantonale di allarme di Bellinzona dopo una visita, è stato il presidente del Gran Consiglio Daniele Caverzasio: “Questo incontro ne segue uno già avuto in videoconferenza con i presidenti dei legislativi cantonali, un confronto sulle realtà che sono molto differenti a livello svizzero. Oggi è stato fatto il punto sul Ticino, abbiamo spiegato come abbiamo gestito la crisi”.

Si ricorderà infatti che durante la fase acuta era stato complicato far capire a Berna la situazione critica che stava vivendo il Ticino, ciò che aveva messo in discussione il sistema federale stesso.

Moret: “Dobbiamo ringraziare il Ticino”

“È vero, non avevamo capito da subito ciò che stava accadendo”, ha poi ammesso la presidente del Consiglio nazionale Isabelle Moret. “Questa visita è stata molto importante per noi, siamo qui in segno di amicizia. Non da ultimo dobbiamo ringraziare il Ticino: è merito delle autorità cantonali se nel resto della Svizzera la crisi è stata più contenuta”.

Le sfide future chiaramente non mancano: occorrerà capire come evolveranno i dati nel corso dell’estate. C’è poi una crisi economica da gestire affinché non ci sia poi anche una crisi sociale.

Stockli: “Più libertà alle regioni”

“La battaglia non è ancora terminata”, ha di fatti poi sottolineato il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stockli. “Dobbiamo fare il necessario affinché la vita continui. E se c’è una cosa che abbiamo imparato è che occorre dare più libertà alle regioni nella gestione di una crisi. Un lockdown completo non è più sostenibile”.

Obbligo delle mascherine: “Il virus non conosce confini”

Affermazioni che giungono neanche mezz’ora dopo la decisione del Consiglio Federale di rendere obbligatorio l’uso della mascherina sui mezzi pubblici in tutta la Svizzera. Un provvedimento poco federalista, verrebbe da dire.

“La questione delle mascherine era stata sollevata più volte”, ha spiegato Moret. “È importante usare la mascherina dove non si può mantenere le distanze. In alcuni Cantoni il messaggio non è passato ed era importante ribadire il concetto: non è ancora finita”.

“Era giunto il momento che il CF riconoscesse l’importanza delle mascherine”, ha aggiunto Stockli. “È assurdo che in certi Cantoni si introduca l’obbligo, in altri no, il virus non conosce confini”.

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