
Fino a pochi giorni fa era conosciuto semplicemente come Thomas N., ma ora il mostro di Rupperswil ha anche un cognome. Le sue generalità complete erano state tenute nascoste, almeno fino alla conferenza stampa tenutasi giovedì scorso dopo la decisione del Tribunale d'appello argoviese di confermare la misura dell'internamento ordinario, quando la sua patrocinatrice, l'avvocato Renate Senn, ha rivelato ai media il cognome del suo assistito. In diretta video. "Le condizioni per l'internamento per il signor (cognome) non erano chiaramente date", ha affermato, rispondendo alla domanda di uno dei cronisti. Ed ecco rivelata a tutti l'identità del mostro.
Il Blick ha subito pubblicato il nome completo, ricordando come lo scorso marzo la stessa legale fosse finita al centro della proverbiale bufera dopo aver praticamente sostenuto che le vittime del 35enne avessero contribuito con il loro comportamento allo sviluppo degli atti (vedi articolo suggerito). Non è dato a sapere se si sia trattato di una gaffe oppure se Thomas N. abbia effettivamente dato il proprio assenso a rendere pubblico il suo cognome, ma quel che è certo è che in caso di effettiva violazione del segreto professionale la legale rischia grosso.
“Questo problema sorge soprattutto in ambito penale, dove spesso viene imposto ai media di non divulgare il nome dell’imputato – ha spiegato a Ticinonews il presidente dell’Ordine degli Avvocati ticinese (OATI) Renato Cabrini – Nella decisione vengono soppesati anche la gravità dei fatti o l’interesse pubblico, ma l’avvocato difensore è in ogni caso tenuto a rispettare il segreto professionale e un’eventuale violazione è sanzionata da diverse categorie di ambiti giuridici”.
“Un avvocato non può divulgare il nome del proprio cliente neppure per negligenza: sarebbe una gravissima violazione del codice deontologico. In questo caso sono previste delle sanzioni che vanno dall’ammonimento all’ammenda per i casi meno gravi fino ad arrivare alla sospensione o addirittura alla radiazione dall’Albo”.
“Noi avvocati siamo molto attenti e consci dell’importanza di questo principio che, ricordo, non è nel nostro bensì nell'interesse delle parti, Per noi è un peso, ma lo portiamo volentieri”, conclude Cabrini.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

