
Continuano a far discutere le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Governo Norman Gobbi alla NZZ sulle trattative con l'Italia.
Dopo che già Manuele Bertoli ha chiesto al più presto un incontro chiarificatore per capire se Gobbi abbia prospettato l'abbandono delle trattative a titolo personale o a nome del Consiglio di Stato, ora è la deputata PLR Natalia Ferrara Micocci a tornare sull'argomento, chiedendo anche lei un parere al Governo sulle dichiarazioni del leghista. E non solo quelle di ieri.
"Se il Presidente rappresenta il Governo, non dovrebbe esporre le posizioni del Consiglio di Stato e non le sue personali?" esordisce Ferrara Micocci.
"Nell’arco degli ultimi 3 mesi, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, in particolare in qualità di Presidente del Governo ticinese, si è espresso in più occasioni su temi di interesse pubblico, assumendo posizioni cui la stampa ha dato rilievo nazionale, che, stando alle dichiarazioni – sempre a mezzo stampa – degli altri Consiglieri di Stato, non sarebbero affatto condivise dal Governo" scrive la deputata PLR, secondo la quale gli episodi preoccupanti sarebbero almeno tre: "in giugno le dichiarazioni sul flusso migratorio, in agosto quelle sulla coesione nazionale, e, proprio ieri, quelle relative alle trattative con l’Italia."
"Ma andiamo con ordine" prosegue Ferrara Micocci. "Con interrogazione del 22 giugno 2015 della scrivente e del 23 giugno 2015 della deputata Lisa Bosia Mirra, è stata chiesta al Consiglio di Stato una presa di posizione sulle ripetute ed allarmanti dichiarazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi sui temi legati alla migrazione e, in particolare, sulla volontà da lui espressa di chiudere le frontiere."
"In seguito, nel corso del mese di agosto, e meglio in occasione della giornata degli Ambasciatori nell’ambito del Festival del Film di Locarno (11.08.2015), il Consigliere di Stato, proprio in qualità di Presidente, ha tenuto un discorso ufficiale dinanzi ad altre 200 tra diplomatici e rappresentanti dell’Unione Europea, toccando ancora una volta i temi della migrazione, evocando addirittura la coesione nazionale" scrive ancora la deputata. "Il Ministro, tra le altre cose, ha mosso aspre critiche al Governo federale, definite dalla stampa senza mezzi termini “attacchi”, fino a dire, richiamando il voto ticinese del 9 febbraio 2014:“Quel 68% di cittadini che ha votato “sì” ai contingenti sull’immigrazione è solo la punta di un iceberg di malessere; un malessere che – se non dovesse essere riconosciuto e affrontato da parte dell’amministrazione e dalla politica federale – non potrà che crescere, fino a mettere a rischio la nostra stessa coesione nazionale"."
"La gravità dell’affermazione è evidente" secondo Natalia Ferrara Micocci. "Mai prima era stata assunta dal Governo una simile posizione, espressa dal Ministro Gobbi in occasione di un importante incontro istituzionale, quale è la Conferenza annuale degli Ambasciatori, e, per di più, diffusa ai media su carta intestata del Consiglio di Stato."
"Il Ministro delle Istituzioni parlava a titolo personale? Del suo partito di riferimento? E, soprattutto, cosa intendeva dire?" si chiede la granconsigliera PLR.
"Il contrario di coesione nazionale è scissione" scrive. "È palese che il Ministro Gobbi non possa auspicare una separazione del Ticino dal resto della Svizzera, ma allora perché usare toni tanto duri in astratto, che pregiudicano però concretamente i rapporti con Berna?"
"Da ultimo, ma non meno grave, e sempre problematico nelle relazioni Ticino – Berna e Svizzera – Italia, il proclamo del Ministro Gobbi di interrompere le trattative con l’Italia" scrive ancora Natalia Ferrara Micocci. "Nell’intervista rilasciata ieri alla NZZ, il Presidente del Governo ticinese assume ancora una volta posizioni che non sembrano – per fortuna – condivise dagli altri Ministri, tanto da essere stata richiesta una seduta urgente per affrontare il tema."
"Viste le ripetute dichiarazioni del Ministro Gobbi, la delicata situazione attuale in riferimento ai temi oggetto di presa di posizione, e, in particolare in questo frangente, i rapporti con l’Italia", la deputata PLR pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:
"Se le dichiarazioni del Ministro Norman Gobbi qui espresse in maniera succinta sono condivise, e per questo motivo non ancora rettificate formalmente e pubblicamente."
"Se le dichiarazioni del Consigliere di Stato Gobbi hanno oltrepassato il limite della sua libertà di espressione personale per rapporto alla sua funzione istituzionale, ritenuto che è intervenuto pubblicamente in qualità di Presidente del Governo."
"Se le dichiarazioni del Ministro Gobbi hanno causato reazioni, anche formali, da parte delle competenti Autorità federali, e, se sì, quali."
Natalia Ferrara Micocci conclude ringraziando "per una risposta quanto prima, sia in considerazione dell’importanza dei temi in discussione, sia richiamato l’art. 98 cpv. 3 della Legge sul Gran Consiglio e i rapporti con il Consiglio di Stato, che sancisce un dovere di risposta del Governo entro 60 giorni, mentre le interrogazioni risalenti a giugno non sono ancora state evase, rendendo indispensabile la presente interrogazione per fare chiarezza sugli episodi passati e, soprattutto, per definire la linea futura della rappresentanza del Governo ticinese da parte del suo Presidente."
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