
Si è tenuta ieri a Giubiasco l'assemblea generale dell'Associazione Botteghe del Mondo della Svizzera italiana.
Un tema su tutti ha dominato le discussioni: la grave crisi che sta attanagliando i 16 punti vendita presenti in Ticino e nel Grigioni italiano.
Nel 2014 le vendite sono calate in modo considerevole e ieri, come rende noto il GdP, l'associazione ha dovuto suo malgrado decidere di ridurre le percentuali lavorative di due dipendenti.
Salvato, per ora, il deposito di Sementina, ma l'associazione sta comunque vagliando altre misure di risparmio per cercare di tenere in vita una realtà che esiste da ormai 36 anni e che resiste soprattutto grazie all'impegno di numerosi volontari.
"Nel corso dell'autunno 2015 tracceremo un bilancio e decideremo il futuro dell'associazione" ha spiegato al GdP la presidente Claire Fischer. "Se le cifre non dovessero essere incoraggianti, saremo costretti a procedere ad un'ulteriore diminuzione delle percentuali lavorative."
Le Botteghe del Mondo sono attualmente presenti a Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Biasca, Balerna, Cavergno, Faido, Giubiasco, Lamone, Losone, Melide, Poschiavo, Riva San Vitale, Roveredo e Tesserete. A metterle in difficoltà sarebbe il diminuito potere d'acquisto del cittadino ticinese, ma anche la crescente concorrenza di altri negozi che vendono prodotti solidali. La speranza è quella di riuscire a invertire la rotta e uscire da questa grave crisi che mette in pericolo l'esistenza stessa delle botteghe.
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