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Ticino
Grave caso di dumping a Lugano
Redazione
12 anni fa
1'300 franchi al mese per 42 ore settimanali, in un negozio del centro. Lo denuncia l'OCST

Un nuovo grave caso di dumping salariale in Ticino è stato portato alla luce dal sindacato OCST.

Come riferito da Lorenzo Jelmini al Giornale del Popolo, in un negozio del centro di Lugano una dipendente è stata pagata 1'300 franchi al mese per lavorare 42 ore alla settimana.

Questo quando lo stipendio minimo previsto dal Contratto normale di lavoro (CNL) è di 3'100 franchi.

"Da parte nostra ci siamo subito attivati chiedendo al datore di lavoro di versare retroattivamente alla dipendente il salario corretto" ha affermato Jelmini, che per il momento non vuole fare il nome del negozio in questione. "Ci siamo incontrati nei giorni scorsi e ora siamo in attesa di una correzione da parte sua. Dovrà assolutamente sistemare questa situazione."

Secondo Jelmini questo caso, che segue quello della Benetton a Lugano e quello della Denner a Chiasso, dimostra quanto sia necessario un contratto collettivo di lavoro (CCL) nel settore della vendita, "che permetta non solo di stabilire regole chiare per tutti, ma pure di attuare le necessarie verifiche affinché tali regole siano rispettate."

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