
Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha incontrato oggi a Comano i giornalisti ticinesi, accompagnato dal presidente della Confindustria siciliana Ivan Lo Bello. A moderare l’incontro il giornalista Aldo Sofia. Il procuratore ha risposto alle numerose domande sullo stato attuale della mafia in Italia, ma ha anche spiegato il preoccupante aumento delle altre associazioni mafiose della viicna Penisola, come ad esempio la Camorra napoletana, la ‘Ndrangheta calabrese e la Sacra corona unita pugliese. Guarda l’intervista completa a Piero Grasso. Il ritratto di Pietro GrassoPietro Grasso è capo della procura nazionale antimafia dal 2005. Nel passato sale agli onori della cronaca per essere stato, al fianco del presidente Alfonso Giuliano, l’estensore della sentenza del maxiprocesso a Cosa Nostra. Una sentenza da 8000 pagine, che irrogò oltre 2500 anni di reclusione ai 475 imputati presenti o in contumacia. Un’altra data da segnare nella carriera di Grasso è l’11 aprile 2006, quando con il suo lavoro contribuisce all’arresto di Bernardo Provenzano, 'Binnu u tratturi', latitante dal 9 maggio del '63, e considerato al pari di Totò Riina il capo di cosa nostra e arrestato nella masseria della Montagna dei cavalli a Corleone. Il suo lavoro dapprima come procuratore a Palermo è stato notevole, apprezzato da tutto il paese, basti pensare che sotto la sua direzione in 4 anni sono state arrestate quasi 1800 persone, tra le quali 13 latitanti, inserite tra i 30 nomi più pericolosi.
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