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Grappa ticinese in botte ticinese, al via il test
Grappa ticinese in botte ticinese, al via il test
Grappa ticinese in botte ticinese, al via il test
Redazione
7 anni fa
Il legno di robinia sarà oggetto di analisi chimiche e organolettiche, l'obiettivo è creare una nuova nicchia di mercato

Il centro di ricerca WLS, Agroscope e Federlegno hanno lanciato ieri un progetto di ricerca per valutare l’impiego di botti in legno di robinia, per affinare il distillato. L'obiettivo, ambizioso, è quello di utilizzare queste botti di rovinia per invecchiare la grappa ticinese e dar vita così a un prodotto di origine controllata. 

La robinia è stata considerata per anni un problema, anche se, in realtà, fa parte dell’ecosistema del sud della Alpi da almeno un secolo. E ora, la grappa affinata in robinia sarà ora oggetto di analisi chimiche e organolettiche. Infatti, i risultati si avranno nel corso della prossima primavera, mentre le conclusioni dell’intero progetto nel 2021. Se queste fossero positive in Ticino verrebbe creata una nuova nicchia di mercato per la robinia e per la grappa. Un distillato la cui certificazione potrebbe venire meno se l’Italia chiedesse a Bruxelles di circoscriverne la provenienza visto che, afferma Andrea Conconi di TicinoWine che "l'Italia è l'unica nazione dove è possibile produrre della grappa". 

Mark Bertogliati, responsabile del progetto di ricerca ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino che  "durante 6 mesi avverrà questo affinamento e si farà un confronto tra la grappa affinata in legnodi robinia e quello in rovere". Il direttore di Federlegno, Danilo Piccioli, ha spiegato che la rovinia è "una pinata relativamente semplice da lavorare, con costi di lavorazione relativamente bassi, ed è un buon legno". 

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino

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