
A quasi una settimana dalla violenta grandinata del 10 giugno che ha colpito il Mendrisiotto, il bilancio dei danni si delinea con maggiore precisione. Secondo una prima stima, sono circa 100 gli ettari di vigneti interessati dall’evento meteorologico estremo, che ha devastato in particolare le aree di Coldrerio, Castel San Pietro e Morbio Inferiore. Per fare il punto della situazione e discutere possibili misure di sostegno, il Cantone ha incontrato i viticoltori alla Masseria Vigino di Castel San Pietro.
L'aiuto del Cantone
«L'obiettivo di quest'oggi è avere un momento di condivisione e di visione di quanto accaduto», ha sottolineato Vitta durante la visita, aggiungendo che gli eventi climatici estremi stiano diventando sempre più frequenti anche in Ticino: «In pochi minuti può andare distrutto il lavoro di anni». Il Cantone intende intervenire sia tramite il sistema assicurativo sia attraverso gli strumenti previsti dalla Legge sull’agricoltura, con contributi per il ripristino dei danni, prestiti senza interessi per problemi di liquidità e misure per le migliorie strutturali. «Ci sono danni assicurati, per i quali dovrà intervenire il mondo assicurativo, e danni non assicurati, per i quali disponiamo di basi legali che permettono un intervento del Cantone», ha spiegato Vitta. «Cercheremo di utilizzare tutti gli strumenti già a nostra disposizione, nell'ambito delle risorse disponibili e già previste nei preventivi cantonali», ha aggiunto Vitta.
Il problema liquidità
Tra i produttori prevale però l'incertezza. Il presidente di Federviti Davide Cadenazzi parla apertamente di una situazione difficile. «C'è ancora un momento di grande sconforto, ma soprattutto di incognita, perché non sappiamo come la poca uva rimasta arriverà nelle cantine», ha affermato. «Si annuncia una perdita quantitativa e probabilmente anche qualitativa». A preoccupare sono anche le conseguenze sul futuro dei vigneti. «I danni al legno compromettono la stagione prossima e quindi il problema reale per molte aziende sarà la liquidità. Ed è questo che spaventa». La grandine, sottolineano gli agricoltori, non ha colpito soltanto la viticoltura, ma l'intero settore primario, interessando anche campi di frumento, mais e prati.
Sfide fitosanitarie
Ulteriori criticità arrivano dalla possibile diffusione della Popillia japonica, che potrebbe approfittare della ridotta superficie fogliare per attaccare più facilmente le viti. I viticoltori temono inoltre ripercussioni anche sulla prossima stagione, a causa dei danni al legno delle piante.

