
L’obiettivo è ben preciso: andare alle urne entro autunno 2015. È quanto ribadito dal gruppo operativo per il progetto aggregativo del Bellinzonese, che stamattina ha incontrato il Consiglio di Stato. Il rischio, infatti, è lo slittamento delle elezioni, così come a suo tempo fece Lugano.
La grande Bellinzona potrebbe dunque scegliere il suo Municipio soltanto nel 2017. Ma sono solo ipotesi. Per ora, ciò che è certo è che tante ancora sono le questioni da definire, sia sul piano operativo che su quello finanziario. Soprattutto, hanno spiegato alcuni rappresentanti dei comuni interessati a TeleTicino, occorre più tempo per informare nel dettaglio la popolazione e convincerla dei vantaggi del progetto che, ricordiamo, contempla la fusione di ben 17 comuni del Bellinzonese in un colpo solo.
E la strada si preannuncia tutta in salita visto che, sottolineano i diretti interessati, di certo non si potrà far leva su un moltiplicatore d’imposta particolarmente attrattivo. I 17 sindaci, però, alla grande Bellinzona ci credono, così come ci crede il Consiglio di Stato, che oggi ha garantito il suo sostegno finanziario. È ancora troppo presto stabilire il come e il quanto, dato che il contributo cantonale, da prassi, varia a seconda delle esigenze. Ad esempio, per la grande Locarno, erano previsti 30 milioni di franchi.
Quel che è certo, ha spiegato il ministro Norman Gobbi a TeleTicino, è che oggi il Governo ha preso coscienza della situazione finanziaria del Bellinzonese, più debole rispetto ad altre realtà aggregative. Un aspetto non indifferente che, assicura il ministro, verrà tenuto da conto quando si tratterà di stabilire il finanziamento cantonale per l’aggregazione.
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