
È l’ora della Grande Bellinzona. Questa mattina a Sementina i rappresentanti dei diciassette comuni che si sono detti d’accordo alla fusione si sono ritrovati per firmare l’istanza di aggregazione. Un’istanza con la quale si chiede al Governo di dare il via allo studio sull’aggregazione. Si tratterebbe della più grande aggregazione cantonale che il Ticino abbia mai conosciuto. L’importanza dell’incontro è sottolineata anche dalla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi. I comuni che hanno firmato l’istanza sono tutti quelli del distretto con l’aggiunta di Claro, ossia Arbedo-Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Sementina, Lumino, Camorino, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio, Monte Carasso e Sant’Antonino.
Per Riccardo Calastri, sindaco di Sementina “Il 6 novembre passerà alla storia del Canton Ticino. Oggi è stata posata la prima pietra per il futuro del Bellinzonese”.
Gli fa eco Andrea Bersani, sindaco di Giubiasco “Questa è l’aggregazione dei fatti più che delle parole. Oggi costruiamo la città del futuro. Una città che potrà tornare ad essere padrona del proprio destino. È una strada in salita quella che dovremo affrontare . il progetto è ambizioso, visto il numero dei comuni. Il Bellinzonese ha voglia di riscatto, questa regione deve recuperare di fronte al cantone la sua dignità”.
Entusiasta anche Mario Branda, sindaco di Bellinzona “è un momento importante e simbolico. Adesso serve uno sforzo da parte di tutti i comuni. Siamo coscienti che questo progetto di aggregazione non può far leva sul moltiplicatore attrattivo ma si basa su una visione che aprirà nuove prospettive per tutta le regione. Vogliamo cambiare l’inerzia di questa regione”.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni ha aggiunto che “il Consiglio di Stato accoglie positivamente questa prima tappa, riconoscendo come il progetto sia partito dal basso ciò che gli garantisce solidità”. red
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