
L'avevano annunciata e la manifestazione c'è stata. Nella prima giornata di apertura straordinaria dei negozi nell'ambito della campagna di Emozioni Ticino per la prima volta i sindacati si sono uniti per ribadire la propria posizione. Una manifestazione simbolica che ha avuto luogo questa mattina verso le 10.30 al centro commerciale Lugano Sud di Grancia a cui hanno aderito come detto tutti i sindacati: Unia, Ocst, Sic Ticino e SIT. Una cinquantina in tutto le persone che hanno preso parte al sit-in e che, davanti alle scale mobili, hanno illustrato le proprie ragioni."Siamo aperti alla flessibilità - dice a nome dei promotori della manifestazione Nando Ceruso dell'OCST - abbiamo accettato l'orario prolungato del giovedì sera, le aperture straordinarie nelle zone ritenute ad interesse turistico. E a questo si sommano altre 13 aperture domenicali che quest'anno sono state concesse dal Dfe a vari comuni. In Svizzera la deregolamentazione è più presente che in altri paesi. Ma mancano regole contrattuali che mettano nero su bianco diritti e doveri dei lavoratori. In assenza di un contratto collettivo vincolante - dicono i sindacati - il settore della vendita è una giungla. Vi sono realtà in cui non vengono pagati i supplementi domenicali, i riposi settimanali. I diritti più elementari vengono violati, conclude Ceruso, e soprattutto per le donne diventa difficile conciliare lavoro con famiglia e vita sociale".Nel corso della manifestazione i sindacalisti hanno inoltre sottolineato il fatto che molti impiegati sono stati costretti a firmare il consenso per il lavoro domenicale sotto la pressione di un licenziamento.E, intanto, i sindacati annunciano nuove forme di protesta. "Abbiamo deciso di coinvolgere i diretti interessati. E quindi prossimamente organizzeremo una manifestazione a Lugano al di fuori degli orari di apertura dei negozi. Così - ci dice Nando Ceruso - anche commesse e commessi potranno dire la loro".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

