
A Palazzo delle Orsoline, dopo le tensioni di ieri tra Lega e PPD, il consuntivo 2016 è stato infine approvato dal Parlamento. "È una questione di responsabilità", ha spiegato il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò, ribadendo però di non tollerare l'atteggiamento di via Monte Boglia, che non ha votato.
I primi segnali su come si sarebbe conclusa l'epopea consuntivo 2016 sono giunti con il voto sui conti del DECS. Ebbene: nonostante anche oggi il movimento di via Monte Boglia abbia deciso di non pigiare il bottone, continuando dunque la sua protesta contro la rimozione del casellario in cambio dell'accordo fiscale con l'Italia, il PPD ha invece dato via libera al rendiconto del Dipartimento educazione cultura e sport. PPD che ieri si era per l'appunto riservato la possibilità di non votare a sua volta.
Stesso copione per Territorio, Economia e Finanze e consuntivo nel suo insieme. Insomma, alla fine quei 47 milioni di deficit dimezzatisi rispetto alle previsioni, sono stati sostenuti dalla maggioranza dei gruppi a parte La Destra.
Gli screzi in aula non sono mancati: se da un lato la sinistra ha insistito sul fatto che occorra più riguardo verso il mercato del lavoro e il sociale, con l'MPS Matteo Pronzini che ha addirittura invitato il Governo a far le valigie, dall'altro il centro e la destra hanno ribadito la necessità di contenere maggiormente la spesa.
Il pacchetto complessivo è stato approvato con 52 voti favorevoli, 8 contrari (La Destra, parte dei Verdi, MPS e PC) e 2 astenuti.
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