Cerca e trova immobili
Ticino
Gran Consiglio: più internet, meno avvocati
Redazione
14 anni fa
Lo studio dell'Università di Losanna mostra come partiti storici e Lega/Verdi non si preparino allo stesso modo alle elezioni

Analizzare nel dettaglio le elezioni cantonali ticinesi del 2011 per capire i cambiamenti in atto nella politica. Questo era l'ambizioso obiettivo dell'Osservatorio della vita politica regionale dell'Università di Losanna, che ripete l'inchiesta a ritmo quadriennale. Il rapporto, redatto da Oscar Mazzoleni, Andrea Plata e Mattia Pacella, è stato presentato oggi e offre numerosi interessanti spunti di riflessione. Dal processo di selezione dei candidati al modo di fare campagna o ancora alle professioni più rappresentate, sono molti gli elementi messi a nudo nello studio. Due tipi di selezioneNon tutte le liste selezionano i candidati allo stesso modo. Quelle storiche tendono a prediligere una selezione a più stadi, che inizia dalle sezioni comunali, sale ai distretti per arrivare alla ratifica cantonale. Quelle più giovani, in primis Lega e Verdi, vedono i candidati segnalare la propria disponibilità da sè. Arduo rappresentare tutti Pressoché tutte le liste mostrano però difficolta nel comporre le liste per il Gran Consiglio. Non tanto nel reperire un numero sufficiente di candidati, quanto nel garantire un'equa rappresentanza di tutto il territorio cantonale, un criterio cruciale per tutti i partiti. Più internet ma anche più manifesti In campagna elettorale si è assistito a un processo di crescente personalizzazione. I tradizionali comizi organizzati dai partiti hanno subito un'ulteriore flessione, mentre acquisisce maggiore importanza l'organizzazione della propria campagna da parte del singolo candidato. L'utilizzo delle affissioni stradali viene fatto dal 29% dei candidati (contro solo il 5% nel 2003), ma è soprattutto internet, con i suoi social network, ad avere assunto un ruolo predominante. Il 72% degli eletti in Gran Consiglio dichiara di aver usato un proprio sito personale per la campagna. Meno avvocati e per meno tempo Per quanto riguarda le categorie professionali degli eletti, si assiste a un calo di coloro che esercitano una professione liberale (avvocato, medico...). Se tra gli anni '70 e 2000 gli avvocati erano in media il 21% degli eletti, nel 2011 questa quota è scesa a 15,5%. L'accesso al Parlamento di giovani e donne, invece, non si discosta significativamente dalle passate tornate elettorali. Diminuiscono inoltre coloro che possono vantare una carriera politica di lungo corso: la carriera politica pare sempre più breve.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata