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Ticino
Gran Consiglio: oggi una seduta elettrizzante
Redazione
13 anni fa
Si preannunciano scintille in Parlamento attorno alla nuova tassa sull'elettricità. Calastri: "Pronti a lanciare referendum"

Torna a riunirsi, oggi alle 14 a Bellinzona, il Gran Consiglio ticinese. E riparte affrontando un tema di vitale importanza per le finanze dei Comuni, nonché per le tasche dei cittadini: la nuova tassa sull'elettricità, chiamata a sostituire la vecchia "Privativa".

Con la caduta dei monopoli seguita all'entrata in vigore della nuova LAEl federale, nel 2008, sono infatti venuti a cadere anche i circa 40 milioni di incassi annui per i Comuni. Il Cantone aveva elaborato una soluzione alternativa di prelievo fiscale, grazie a una nuova tassa a carico dei consumatori sull'uso della rete di distribuzione e sull'uso del suolo pubblico. Ma la stessa, che avrebbe dovuto garantire introiti di circa 35 milioni di franchi per i Comuni, era stata bocciata dal Tribunale federale, nel 2010, in seguito ad un ricorso di Giorgio Ghiringhelli.

Ora il Consiglio di Stato, dopo aver consultato uno dei massimi esperti di diritto fiscale svizzero, il professor Peter Locher, torna alla carica con un nuovo messaggio, che propone di confermare il prelievo di una tassa di concessione per l'uso speciale del suolo pubblico, non più basata sul criterio di consumo di energia, ma orientata alle infrastrutture di rete. Una tassa condivisa dalla Commissione speciale energia del Gran Consiglio e che andrà a carico dei gestori di rete, i quali potranno poi ribaltarla sui consumatori finali.

Considerato il posticipo federale della completa liberalizzazione del mercato elettrico, che avrebbe inizialmente dovuto avere luogo nel 2014, il Governo ha poi deciso di fissare una norma transitoria sul prelievo di un tributo sull'uso delle strade pubbliche, destinando due terzi degli introiti ai Comuni e un terzo al Cantone.

In pratica il nuovo sistema garantirà entrate ai Comuni dagli 11 ai 13 milioni all'anno, mentre il Cantone dovrebbe incassare una cifra pari a circa la metà. Cifre di gran lunga inferiori a quelle di oggi, che dovrebbe altresì consentire un risparmio di 50-60 franchi alla "famiglia media".

Ma i Comuni non sono entusiasti della proposta. "Dopo gli ultimi riversamenti di oneri ci sembra che questo prelievo debba essere totalmente a favore dei Comuni" ha dichiarato a La Regione il presidente dell'ACT Riccardo Calastri. "Noi come Comuni siamo pronti a lanciare referendum se il Parlamento non terrà conto delle nostre rivendicazioni."

Anche la Commissione energia, nel rapporto di Paolo Sanvido (Lega), invita il Governo a valutare di rinunciare alla propria parte di contributo, garantendo così maggiori entrate ai Comuni. Spetterà al Parlamento decidere. Calastri vorrebbe il voto nominale. "Ci piacerebbe sapere da che parte stanno i deputati..." Oggi lo scopriremo.

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