
Il Partito socialista non ha ancora ufficializzato la rosa dei candidati al Gran Consiglio per le prossime cantonali, ma i primi nomi, tra uscenti e 'new entry', iniziano già a delinearsi. Tra gli immancabili volti nuovi ci potrebbe essere anche quello del fondatore e direttore del Movimento Artistico Ticinese (MAT) Mirko D'Urso che ha confermato via Facebook la sua diponibilità a correre per il PS.
"Non è stata una decisione facile, ma alla fine forse era quella inevitabile - ha spiegato - Ho dato la mia disponibilità al PS per essere un loro candidato per le elezioni al Gran Consiglio di aprile. Ovviamente il partito dovrà poi approvare definitivamente le liste a gennaio. In questi mesi molti mi hanno consigliato di candidarmi, molti altri di non farlo. Li ho ascoltati tutti, in special modo i miei famigliari più stretti. E poi ho preso la mia decisione. È una sfida difficile e ne sono conscio".
"Non ho alcuna esperienza diretta a livello politico e un’elezione in GC e sinceramente poco probabile, ma è importante per me impegnarmi in prima persona e cercare nel mio piccolo di dare un contributo tangibile al PS, un partito che più degli altri dovrebbe difendere le cause dei deboli, difendere quei lavoratori che ancora oggi sono sfruttati e che non hanno condizioni salariali dignitose, difendere chi ha di meno, difendere la cultura, difendere la formazione. Sogno un PS più combattivo, un PS che ogni tanto lasci da parte il politicamente corretto, un PS più di sinistra. Un PS non populista ma popolare".
"Dovrò studiare, dovrò impegnarmi, dovrò togliere del tempo al mio lavoro (cercherò di evitare di toglierlo alla mia famiglia), ma voglio provare a fare qualcosa di concreto per la politica che piace a me - ha spiegato - In molti mi hanno consigliato di non farlo perché con il mio ruolo di direttore del MAT ci potrebbe essere il rischio che lo stesso centro formativo subisca ripercussioni. A parte il fatto che in questi 10 anni politica cantonale e politica comunale non hanno mai fatto nulla per il MAT, anzi andranno addirittura ad espropriare un terreno privato per demolire la nostra sede di qui a qualche anno, non vedo perché un avvocato possa far politica, un direttore di banca possa far politica, un sindacalista possa far politica, un giornalista possa far politica, ma un artista no. E chi l’ha detto. Come MAT non dobbiamo nulla a nessuno, non abbiamo “amici” che ci aiutano, non abbiamo “famiglie” che ci finanziano. Abbiamo rapporti di lavoro con alcuni politici come è giusto che sia. Abbiamo e abbiamo avuto direttori didattici che con la sinistra non hanno nulla a che vedere, abbiamo avuto direttori didattici cellini, abbiamo avuto e abbiamo tutt’ora insegnanti che nel loro privato hanno idee politiche diverse tra loro. Al MAT scegliamo l’artista, la persona e non le sue scelte politiche. Poi che l’ambiente artistico sia soprattutto di sinistra questo non lo scopro mica io".
"In questi anni ho visto tanta schifezza a livello politico. Non lo farei mai, ma se potessi pubblicare tutti i messaggi privati che ho ricevuto da parte di decine di politici di ogni schieramento, ci sarebbe da ridere. Politici che pubblicamente dicono una cosa ma che in privato ti dicono tutt’altro, politici che non si assumono alcuna responsabilità diretta ma che tendono sempre a dare la colpa agli altri. Politici che pubblicamente ti offendono sui social e poi capendo che magari potrebbe risultare un boomerang, in privato cercano di mediare e iniziano a fare gli “amici”. Ho visto politici che in campagna elettorale fanno di tutto per farsi vedere vicini ad una causa, per poi sparire completamente evitando perfino di rispondere a email istituzionali".
"Ne ho viste davvero di tutti i colori. Ho visto una politica cieca, una politica cinica. Ho visto molti conflitti di interesse. E io questa politica non la sopporto. Io ho forse più difetti che pregi, ma sono schietto. Pure troppo. Quello che dico lo penso e quello che penso lo dico. Non so se in politica sia un pregio o un difetto. Mi lascerò sorprendere", ha concluso D'Urso.
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