
Donne e trattori. Oggi il leit motiv in parlamento era questo. All'origine una frase scritta in neretto sul rapporto dei contrari alle quota rosa: "Non perché i trattori sono ottimi per sgomberare delle macerie, bisogna imporne la presenza di tre o quattro in una gara di Formula Uno!". Firmato Eros Mellini (UDC), Andrea Giudici (PLR), Rodolfo Pantani (LEGA) e Lorenzo Quadri (LEGA). Frase giudicata squallida dal coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. Greta Gysin, pure lei dei Verdi, ha replicato ironicamente così alle parole contenute nel rapporto di minoranza: "Vi ricordo che i termini auto, fuoriserie e Mercedes sono sostantivi femminili. Muletto è un sostantivo maschile". E dai banchi della Lega non si è fatta attendere la precisazione di Rodolfo Pantani, firmatario del rapporto di minoranza: "I trattori vanno piano, sano e lontano mentre le auto di Formula 1 si fermano spesso. Non capisco perché bisogna arrabbiarsi tanto per quella frase...". Poi è stata la volta del democentrista, nonché firma del rapporto di minoranza, Eros Mellini (UDC): "Non ho detto che i trattori sono le donne. Le donne potrebbero essere le Formula 1..." Una discussione fiume con al centro del dibattito la mozione di Monica Duca Widmer (PPD). L’obiettivo era di imporre per regolamento una presenza femminile non inferiore del 30% negli organi di nomina governativa: "E' spiacevole arrivare a queste richieste ma del resto cosa possiamo fare? I soli buoni intenti del Governo non hanno cambiato nulla. Nemmeno di una virgola". A nome del PLR si è espresso Nicola Brivio: "Nel PLR ci sono posizioni diverse su questo tema. Posso però dirvi di aver parlato con tante donne che si dicono contrarie alle quote rosa. Sono contrarie perché se sono state elette in questi consessi non è perché sono donne ma per loro capacità e la loro intraprendenza". Il popolare democratico Claudio Franscella è sceso in campo, invece, per difendere la sua collega di partito: "In venti commissioni su centodieci si raggiunge la soglia del 30 per cento della presenza femminile. In Ticino vi è una evidente disparità". A sostegno della mozione Duca Widmer, si è espressa pure la socialista Pelin Kandemir: "Il rapporto di minoranza difende l'85% delle quote maschili. Posso dirvi che le donne magari le torte le fanno ma sulla spartizione, purtroppo, hanno poco da dire". Ed è stato il realatore del rapporto di maggioranza Francesco Cavalli a chiudere il dibattito: "Le quote rosa sono l'unico strumento efficace per ottenere finalmente un'adeguata rappresentanza femminile nelle commissioni e nei gruppi di lavoro istituiti dal Governo". Il ministro delle istituzioni Luigi Pedrazzini ha portato la posizione del Governo: "Il Consiglio di Stato, pur dando atto che la presenza della componente femminile risulti ancora inferiore a quanto auspicato, ha ritenuto di non condividere la proposta di introdurre condizioni e quote". Poi il voto. Uno per uno i deputati hanno dovuto esprimersi con un sì o con un no ad alta voce. La richiesta è partita dal socialista Raoul Ghisletta. Infine il risultato, letto dal neo presidente Riccardo Calastri: "Mozione accolta con 45 favorevoli, 36 contrari e 6 astenuti". [email protected] Foto CdT Nicola Demaldi
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