
Dapprima una riflessione sul Natale: “E’ festa tanto antica”, permette il vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa. “Antica quanto sempre nuova - aggiunge - perché è la festa di una nascita. E una vita nuova di cui si commemora la venuta nel mondo e nella storia non può che portare un soffio di speranza e di novità”. E cosa dice il cuore del vescovo sul lato commerciale del Natale? “Non bisogna esagerarlo”. Poi si spiega: “Per non aiutarlo a diffondere la degenerazione di un significato del Natale che è comunque dono e regalo del cielo alla terra, dono della parola eterna del padre all’umanità”. “L’umanità ha fame - prosegue Grampa - ma non ha fame solo di cibo, godurie e regali più o meno superflui ed inutili. Come detto il dono è senz’altro una componente del Natale, ma se la si stravolge e la si assolutizza e se con la quantità di materialità si soffoca il soffio di spiritualità e di interiorità certo si spegne la vita sotto un mucchio di rifiuti. Visto che quei doni diventeranno ben presto, quasi tutti, dei rifiuti”.
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