
Questa mattina il Consiglio Nazionale ha deciso la proroga di 3 anni della possibilità per i Cantoni di applicare la moratoria all’apertura di nuovi studi medici. Questa decisione permetterà anche al Canton Ticino di continuare a limitare il numero di studi medici sul territorio, contribuendo così al contenimento della crescita dei costi della salute e dei premi di cassa malati. Il Dipartimento della sanità e della socialità prende atto con soddisfazione del voto odierno, ottenuto anche grazie alla pronta e compatta reazione dei Cantoni dopo la decisione dello stesso Consiglio Nazionale di respingere la moratoria a tempo indeterminato, risalente allo scorso dicembre.
A soli due mesi dalla scadenza della moratoria attualmente in vigore, con 177 voti favorevoli e 7 contrari il Consiglio Nazionale ha oggi deciso di mantenere la medesima regolamentazione fino alla fine di giugno del 2019. Tale soluzione di compromesso è scaturita dopo che il 18 dicembre scorso il Consiglio Nazionale ha respinto – con un solo voto di scarto – la modifica della Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal), volta a confermare la moratoria a tempo indeterminato. Il Dipartimento della sanità e della socialità, che aveva espresso sorpresa e rammarico per la scelta di rifiutare l’unico strumento concreto a tutt’oggi disponibile per contenere l’evoluzione nel settore ambulatoriale, prende atto con soddisfazione della decisione del Consiglio Nazionale. Questa decisione che permetterà alle regioni di frontiera come il Canton Ticino – particolarmente esposte all’afflusso di medici provenienti dall’estero – di gestire il settore ambulatoriale adottando soluzioni differenziate in funzione degli specifici bisogni sanitari riscontrati sul territorio. La moratoria costituisce uno strumento per il contenimento dei costi della salute utilizzato da oltre dieci anni. La prima moratoria sugli studi medici è stata introdotta nel 2002, a seguito dell’entrata in vigore degli Accordi bilaterali tra Svizzera ed Unione europea, per concedere ai Cantoni la facoltà di limitare i fornitori autorizzati a fatturare a carico della LAMal. Il provvedimento transitorio e straordinario, rivelatosi efficace nel contenimento dei costi, è stato poi prorogato a diverse riprese fino alla fine del 2011.
L’efficacia dello strumento della moratoria è stata confermata in modo particolare in sua assenza, da inizio 2012 fino a luglio 2013, con un aumento di 249 unità in Ticino nel numero di medici in possesso dell’autorizzazione a fatturare a carico della LAMal (pari a un incremento del 28%). A fronte di questa evoluzione, il Parlamento federale ha pertanto provveduto, nel mese di luglio del 2013, a reintrodurre l’attuale moratoria per un periodo di 3 anni, allo scopo di elaborare nel frattempo una soluzione durevole e a lungo termine. Il regime in vigore ed oggi confermato rappresenta una misura di natura federalista e non penalizza i medici formatisi in Svizzera. Allo scadere dell’attuale moratoria – prevista tra due mesi esatti – il Ticino e tutti i Cantoni avrebbero dovuto affrontare l’assenza di norme e strumenti per limitare l’apertura di studi medici sul territorio, trovandosi confrontati con un ulteriore massiccio incremento del numero di medici in possesso dell’autorizzazione a fatturare a carico della LAMal e quindi dei costi della salute e anche dei premi di cassa malati.
Grazie all’impegno dei Cantoni e all’odierno voto del Consiglio nazionale, si è invece compiuto un importante passo per scongiurare tale situazione. Si attende ora l’esito del voto del Consiglio degli Stati, che già in autunno si era comunque espresso chiaramente a favore della proroga. Il voto alla Camera dei Cantoni avrà luogo nel corso della sessione estiva, per un’entrata in vigore in tempo utile, ovvero prima dello scadere dell’attuale moratoria.
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