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Ticino
"Governo, rispondete a questa lettrice del CdT"
"Governo, rispondete a questa lettrice del CdT"
"Governo, rispondete a questa lettrice del CdT"
Redazione
9 anni fa
Nuova interrogazione della deputata Ramsauer, che gira al Consiglio di Stato le domande di una donna di Breganzona

Torna alla carica la "voce degli animali in Parlamento", alias Patrizia Ramsauer. In un'interrogazione inoltrata ieri al Consiglio di Stato, intitolata "Animali feriti e picchetto veterinario", la deputata leghista esordisce ricordando che "un atto parlamentare deve essere di interesse pubblico."

"Di conseguenza giro direttamente al Consiglio di Stato le domande formulate nello scritto pubblicato dal Corriere del Ticino lo scorso 18 novembre e firmato dalla signora Elena Beltrami di Breganzona, per una risposta completa ed esaustiva, in modo che tutte le persone che si possono trovare nella stessa situazione, possano agire di conseguenza" scrive quindi Patrizia Ramsauer.

La lettera della signora Beltrami citava un episodio occorsole alcune settimane fa, quando incappò in un micio morente sulla strada, in via Lucino a Breganzona.

Nel suo scritto, la signora afferma di aver dovuto chiamare 5 volte il numero di emergenza e poi selezionare diverse opzioni prima di riuscire a collegarsi al veterinario di picchetto. "È normale una trafila del genere in caso di emergenza?" chiede.

"La dottoressa che ha risposto ci ha chiesto di portare il gatto da lì ad un'ora e di richiamare quando saremmo stati in viaggio" prosegue la signora Beltrami. "Quale il senso di aspettare un'ora con un animale agonizzante e dover richiamare nuovamente?"

"Finalmente arriviamo in clinica e veniamo accolti con un "mettetelo là" e ci tocca aspettare 10 minuti" si legge ancora nella lettera al CdT. "Una volta accettati la visita dura ben poco. Non discuto la diagnosi (non è di mia competenza), ma la sensazione è che sia stata presa la decisione più comoda: addormentare l'animale. Lo accetto, sebbene i dubbi personali permangano, ma la sorpresa al momento del saldo è stata grande: 250 franchi per l'eutanasia, il trasporto e la cremazione. Ma è normale che se una persona trova un animale ferito per strada, si reca dal veterinario ed è costretta a saldare un tale conto anche se l'animale non è di sua proprietà?"

La signora Beltrami passa quindi alle domande vere e proprie:

"Nel caso si trovi un animale ferito domestico (senza microchip) o selvatico, chi deve sopperire alle spese? Lo si lascia morire in mezzo alla strada? O magari si potrebbero usare parte delle varie imposte ai detentori di animali per questo scopo?"

"A questo punto mi chiedo: l'ufficio del veterinario cantonale (che in primis dovrebbe promuovere il benessere, la salute e la protezione degli animali) e alcuni veterinari di conseguenza, sono più legati alla burocrazia e ai soldi, o ai valori che hanno promesso di difendere? Mi chiedo se la priorità sia il benessere degli animali/dei clienti o il guadagno? Perché all'occhio di tutti questi fatti, la risposta mi sembra palese."

"Coloro che dovrebbero garantire la sicurezza, le cure e il benessere sembrano più legati alla burocrazia, alle formalità e ai soldi, piuttosto che all'agire tempestivo. Perché però quando si tratta di tasse sui cani, corsi obbligatori per le 30 razze o multe insensate, allora sì che il nostro ufficio del veterinario cantonale è attento e veloce a far rispettare le leggi e ad agire velocemente?"

"E invece perché quando si tratta di denunce per maltrattamento non si cerca di sveltire le pratiche per salvare un animale? Spero di essere incappata in un esempio più unico che raro, ma ne dubito."

La lettera della signora Beltrami finisce qui. La deputata della Lega aggiunge infine una sua richiesta: "Per favore, non rispondete di chiamare le associazioni di protezione animali: un salvataggio e un pronto intervento devono essere immediati. Come per gli umani, anche per gli animali in pericolo di vita, i secondi contano."

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