
Il PLRT ha presentato oggi a Bellinzona la lista per il Consiglio di Stato in vista delle elezioni cantonali del mese di aprile. Vi figurano: la ministra uscente Laura Sadis, il capogruppo in Gran Consiglio Christian Vitta, l'ex braccio destro di Marina Masoni al DFE Sergio Morisoli, il deputato Giacomo Garzoli e l'ingegnere luganese Raffaele Tognacca. La lista è stata approvata ieri sera dalla commissione cerca del PLRT presieduta da Fulvio Pelli e formata da Olimpio Pini, Riccardo Calastri, Edo Bobbià, Maristella Polli, Krizia Genini e Gianpietro Ferrari. Fulvio Pelli: "Scelta fra otto nomi" "La lista – ha detto Fulvio Pelli – conferma nel suo complesso ciò che nel passato si è sempre verificato nel momento di importanti scelte popolari: investire nella qualità è garanzia di credibilità per il partito, di quella credibilità che il paese ci ha sempre riconosciuto. La sua preparazione ci ha richiesto un grande impegno. Abbiamo interpellato una trentina di persone, ne abbiamo convocate cinque per conoscerle meglio, e abbiamo per finire formulato la scelta fra otto nomi di possibili candidati. Non è stato facile scegliere fra di loro, ma era necessario. Ringrazio sia coloro che sono stati scelti che, soprattutto, coloro a cui abbiamo dovuto rinunciare, non per la loro qualità ma per il necessario gioco di equilibrio interno alla lista”. Una lista che deve servire a consolidare l’unità dei liberali radicali, che deve permettere un sano confronto delle idee e dei progetti tra partiti e che – ha osservato Pelli – “deve presentare degli interessanti confronti interni, per mobilitare i nostri, ma anche per attirare verso la nostra lista ed i suoi candidati elettori di altri partiti o che faranno la scelta di votare la lista senza intestazione. Anche di questa esigenza si è tenuto conto".Appartenere a Comunione e Liberazione non è un problemaCosì come la commissione ha tenuto conto del diritto “di un rappresentante liberale, aderente ad una comunità religiosa, Comunione e Liberazione, di partecipare al confronto interno ed ad offrirsi alla scelta popolare sulla lista di un partito profondamente laico”. Fra tendenze liberali e repubblicane esiste da sempre un confronto sul come governare il rapporto fra politica e religione, fra Stato e Chiesa, ha ricordato Pelli. “Il confronto si è risolto a favore dei laici liberali, laici ma non intransigenti, che accettano il pieno diritto di professare una religione a condizione che non influenzi l’attività dello Stato, che deve svolgersi in totale indipendenza dalle Chiese. Alle stesse conclusioni è unanimemente giunta la commissione, che ha ritenuto che in una società liberale quale la nostra non debbano esservi limiti di appartenenza religiosa alla partecipazione al confronto politico”. Pelli: "Premiata la grande corrente"In conferenza stampa, il presidente nazionale ha parlato anche delle correnti che caratterizzano la scena politica liberale radicale, “due rumorose ed una silenziosa” di cui la commissione ha pure tenuto conto. Pelli ha infatti detto che “Idea liberale” si è fatta sentire fin dall’inizio, “lanciando fuori tempo un candidato, ma comunque privilegiando il lavoro “per” a quello “contro” il partito: lo abbiamo apprezzato. I radicali sono spesso stati impazienti, ma meno rumorosi del solito, anche se non silenti. Hanno dimostrato sostanziale fiducia nella commissione e li ringraziamo per questo. Entrambe queste due correnti non possono e non devono lamentarsi per il risultato, che – nel limite del possibile – ha tenuto conto dei loro desideri”. Ad essere premiata dalla commissione cerca è stata però la corrente maggioritaria del partito, quella che Pelli ha definito la “Grande corrente” – alla quale sia il presidente Walter Gianora sia lo stesso presidente nazionale “siamo fieri di
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